Squadra a 5 non vedenti dell’A.C Crema: open day al San Luigi con l’associazione Quarto tempo di Firenze

Questo weekend, 2 e 3 dicembre, la squadra a 5 non vedenti dell’A.C. Crema 1908 sarà impegnata in un open day al San Luigi e incontreranno i ragazzi non vedenti di un’associazione fiorentina.
I nostri sono reduci da tornei, da una finale di supercoppa italiana e da corsi di formazione intensivi e qualificanti.
Quello organizzato è un evento importante perchè apriranno le porte all’associazione Quarto tempo di Firenze, ospitando i ragazzi non vedenti per allenamento – partita e serata goliardica. Un open day, l’hanno definito i dirigenti della squadra, poiché le porte saranno aperte a tutti coloro che avranno voglia di conoscere la realtà del calcio a 5 non vedenti e provare, chi lo sa, a fare un allenamento con loro. Atteso, in quest’ottica, un ragazzo ipovedente da Treviso, territorio in cui non esiste una squadra non vedenti e dove il ragazzo non ha la possibilità di praticare il suo sport del cuore, il calcio.
A seguire l’intervista a Stefano Sesini, dirigente della squadra.Come si svolgerà la “due giorni di confronto di metodi e tecniche all’insegna dello sport e dell’inclusione”?
«Siamo felicissimi di ospitare il Firenze, una delle poche simili associazioni esistenti in Italia. Il campionato per noi comincerà con il nuovo anno e il Firenze sarà proprio una delle squadre che affronteremo. Ma la rivalità oggi non ci interessa e il motivo per cui abbiamo deciso di organizzare un open day è proprio quello di scambiarci metodi e tecniche di allenamento per crescere e per migliorare la qualità della preparazione dei nostri atleti».

Com’è strutturato questo Open day?
Sabato accoglieremo i ragazzi toscani, li accompagneremo a conoscere e visitare la struttura del Centro Giovanile San Luigi e poi faremo con loro un allenamento…particolare. Lo staff tecnico del Firenze ha una tecnica di preparazione diversa dalla nostra, basata soprattutto sul potenziamento del senso d’orientamento e sullo sviluppo dei sensi dei ragazzi. Così ci scambieremo materiale didattico utile, per integrare criteri, sistemi, tecniche che possano avere benefici su entrambe le squadre. Un confronto importantissimo per crescere e migliorarci. Abbiamo in cantiere di replicare questa tipologia di “allenamento – scambio” anche con le altre squadre non vedenti italiane. Abbiamo già in fase organizzativa l’open day con la squadra ligure.

Tutti quel giorno potranno provare l’allenamento con voi e con i ragazzi di Firenze?
Certamente. Il Centro San Luigi è aperto a tutti coloro che vogliono anche semplicemente conoscere la realtà dei non vedenti. Sono diversi i ragazzi che si stanno avvicinando alla nostra squadra e ne siamo felicissimi. Un ragazzo addirittura verrà da Treviso per conoscerci.

E poi, come proseguirà la giornata?
Nell’Open day è molto importante anche il momento della socializzazione. Quindi, la sera, i ragazzi ceneranno e passeranno la serata insieme.

La domenica è in programma la partita?
Esatto. La partita si terrà domenica 3 dicembre, dalle 11.00 a 12.00. 20 minuti per tempo con 10 minuti di intervallo.
L’incontro permetterà ai ragazzi di mettere in pratica le tecniche di allenamento, e consentirà allo staff tecnico di verificare se e quanto lo scambio didattico ha portato buoni frutti. Aggiungiamo che questa partita sarà anche un test che ci proietta alla sfida vera e propria, quella che si terrà in campionato.

Perché questi “allenamenti – scambio” sono così importanti?
Il calcio a 5 ha delle regole particolari. Il calcio per il non vedente è fatto di continuità teorica e pratica. Il confronto tra realtà simili ma al contempo diverse è necessario. Al di là della rivalità campanilistica, le squadre non vedenti sono ancora talmente poche in Italia che quelle esistenti si sentono parte di un’unica grande famiglia. Ciò che val la pena fare è promuovere tutti insieme questa comunità e aiutare i diversi territori a favorire la nascita di altre realtà di calcio non vedenti. Questo è ciò su cui punta la Fispic, la nostra federazione di riferimento, e che credo sia la strada giusta da perseguire se vogliamo realtà come la nostra non siano più l’eccezzione bensì la prassi. L’obiettivo è di tutti noi, dirigenti e allenatori. E il sogno nel cassetto di tanti adolescenti ipovedenti o non vedenti che desiderano poter giocare a pallone.