La Delegazione FAI di Crema, con Patrocinio di Museo della Civiltà Contadina, Offanengo e Museo Mulino di Sopra, Madignano propone una visita speciale al Marzale, con breve passeggiata, dal titolo Il Marzale, il Serio: nuovi contributi di geostoria. Santuario del Marzale, Ripalta Vecchia – Madignano.
L’iniziativa si terrà domani, sabato 11 giugno in due turni di visita: alle ore 10 e alle ore 11
Relatori saranno Valerio Ferrari, Storico del territorio ed Ester Bertozzi, Architetto
Contributo in loco per la missione del FAI euro 3,00 per iscritti FAI, euro 4,00 non iscritti.
È richiesta la mascherina FFP2 correttamente indossata durante le visite.
Sarà possibile iscriversi o rinnovare l’iscrizione al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
Per informazioni scrivere a: crema@delegazionefai.fondoambiente.it
Si ringrazia il Parroco di Sant’Imerio don Gino Mussi per l’ospitalità.
Abstract
Tra dense quinte arboree, a un chilometro e mezzo a sud di Ripalta Vecchia, procedendo lungo l’antica strada che conduce a Ripalta Arpina, rannicchiata su quell’esile lingua di terra soprelevata che divide la valle del Serio Vivo da quella del Serio Morto, in posizione rimasta insperatamente solitaria, sorge la bassa e curiosa fabbrica della chiesa di Santa Maria del Marzale.
Nel panorama territoriale cremasco, si tratta, probabilmente, dell’edificio di culto di ambito
rurale di cui ci si è occupati di più nel corso degli ultimi decenni.
Pur rispettando gli elementi fondamentali riguardanti una tradizione storiografica ormai in buona parte consolidata, con qualche doverosa precisazione, Valerio Ferrari proporrà uno scenario un po’ più allargato, che considera anche l’intorno territoriale ‒ che trova nel fiume Serio un protagonista indiscusso ‒ con le vicende che l’hanno coinvolto, allo scopo di meglio delineare un contesto ambientale e storico inscindibile dalle vicende occorse al luogo del Marzale e alla sua chiesuola, che di questi antichi e mutevoli scenari è forse l’unico elemento rimasto a loro parziale testimonianza, sebbene modificato lungo i secoli tanto
nelle forme quanto nel significato.
La strada del Marzale era un tempo di primaria importanza, e il luogo del Marzale era dotato di speciali fortificazioni: le tracce archeologiche tardo-romane e altomedievali qui emerse anni fa e molto altro ancora, lasciano trasparire connessioni rilevanti, storie maggiori accanto a vicende minori che restituiscono al luogo un’importanza ben superiore a quanto non sia stato sinora supposto.
Questo comparto di territorio cremasco, inserito in un più ampio quadro che dalla Bassa
Bergamasca, giunge sino al territorio castelleonese, facendo emergere le conseguenti vicende storiche risultate determinanti nel disegnare quell’assetto geopolitico che, lungo lo storico confine segnato dall’antico corso del Serio (ora Serio Morto) hanno visto contrapporsi, spesso in modo cruento, gli opposti interessi dei cremonesi rispetto a quelli dei cremaschi, di solito spalleggiati dai milanesi.
La chiesa e i suoi affreschi
La chiesa di Santa Maria presenta l’aspetto esterno di un fabbricato rurale, fatto di coppi, legno e mattoni, e forse è proprio questo che la rende tanto familiare e accogliente. Le dimensioni e la forma attuali sono state determinate da un crollo parziale, avvenuto nel corso del XVI secolo, quando un’eccezionale piena del Serio erose la scarpata occidentale, sulla quale il fronte dell’edificio affacciava. Uno degli affreschi interni, posti sulla parete settentrionale, testimonia l’avvenuta mutilazione.
Tra gli affreschi ordinati in successione sulla parete settentrionale dell’aula, ispirati al tema della Madonna del latte e della Madonna in maestà, ve n’è uno, più piccolo, rappresentante lo Sposalizio di S. Caterina, interessante per i costumi di presumibile epoca trecentesca e per lo stemma della famiglia Terni di Crema, probabile committente dell’immagine votiva.
La chiesa del Marzale è ancora oggi meta di pellegrinaggio: la Madonna del Latte, oggi collocata sull’altare centrale, gli affreschi sulle pareti interne ed esterne, la cappellina esterna dedicata alle Anime del Purgatorio, posta a presidio del ‘pradello’, la Scala Santa, che conduce ai piedi della scarpata orientale, nel punto in cui si trova la Cappella dell’Apparizione, sono alcune delle tracce visibili dell’intensa devozione suscitata dal luogo.











































