Ciclabile dei Mosi. Intitolata al notaio Severgnini, che ne finanziò il progetto

Non un semplice cartello con un nome, ma un modo per non dimenticare e coltivare la memoria – specie nelle generazioni future – di chi ha fatto del bene alla comunità. Questo rappresentano le intitolazioni di strade, piazze e ciclabili. Proprio come è avvenuto questa mattina nel quartiere dei Mosi.
Poco dopo le 11 è stato ufficialmente intitolato ad “Angelo Severgnini – Notaio 1917-2016” il percorso ciclopedonale che collega il centro di Crema con la piccola frazione dei Mosi, verso Cremosano. Presenti il sindaco Stefania Bonaldi, accompagnata dal presidente del Consiglio comunale, Gianluca Giossi e, in rappresentanza della famiglia Severgnini, il noto giornalista e scrittore, cremasco doc, Beppe con la moglie Ortensia Marazzi, il fratello Francesco e il figlio di Beppe Antonio con Benedetta. Alla cerimonia ha partecipato anche don Francesco Ruini, parroco dell’Unità pastorale San Carlo-Crema Nuova-Mosi.
L’intitolazione ad Angelo Severgnini, ha ricordato il primo cittadino prima dello svelamento dei cartelli, è parte di un percorso importante e condiviso sulla toponomastica cittadina, femminile e non, che porterà pure all’intitolazione – la prossima settimana – della zona che ospitò l’ospedale da campo alla brigata cubana Henry Reeve. “La toponomastica ci può aiutare a recuperare pezzi della nostra storia, richiamare eventi e persone, diventa uno strumento semplice per tenere viva la memoria. Con questo spirito e in questo ambito, anche piuttosto poderoso, di lavoro sulle intitolazioni, è emerso che questa ciclabile non aveva un nome; il caso ha voluto che nella conversazione con Beppe Severgnini emergesse come suo padre, insieme agli abitanti di questo quartiere, avesse molto insistito per la sua realizzazione, erogando in prima persona anche un contributo generoso per la progettazione esecutiva. Per questa ragione abbiamo deciso di dedicare al notaio Severgnini questo tratto, ricordandolo così anche nel suo complesso come figura importante di Crema, che ha intrecciato la sua vita professionale alla vita di questa comunità”.

Personalità di spicco sostenne il progetto

“La figura del notaio Severgnini (stilò più di 40.000 atti e oltre 3.500 testamenti, ndr) è emblematica di un impegno inesausto per la collettività – ha commentato il presidente del Consiglio comunale, Gianluca Giossi –. In particolare la vicenda che ha portato alla realizzazione materiale di questa ciclopedonale merita di essere ricordata proprio con la sua intitolazione”.
“Oggi mio padre sarebbe davvero felicissimo, com’è sempre stato orgoglioso della ciclabile che riuscì a far realizzare, dopo un vero e proprio martellamento a tutti i sindaci degli anni Ottanta e Novanta”, ha affermato Beppe Severgnini. Ricordando che fu Agostino Alloni a indicare la possibilità del finanziamento progettuale privato. Ai grazie per l’amministrazione, il giornalista ha unito quelli per il Prefetto che ha autorizzato l’intitolazione nonostante non siano ancora trascorsi dieci anni dalla scomparsa. “C’è un valore importante in quest’intitolazione: nelle città si tende qualche volta a intitolare a luoghi distantissimi, a persone sconosciute o dai nomi impronunciabili; io credo ci siano tantissime persone che hanno fatto bene nelle loro comunità ed è bello ricordarle”, ha concluso Severgnini.
Don Francesco ha ricordato come questa ciclabile – la più bella e percorsa del territorio – consenta di aprire la chiesa alle persone di passaggio, non solo agli abitanti: “Ciò ne fa un luogo che accoglie, come raccomandato da Papa Francesco”. I cartelli apposti sulla ciclabile sono quattro: due alle estremità tra Crema e Cremosano e due sull’attraversamento in via Mosi, nei pressi dell’antica chiesetta.