PELLEGRINAGGIO SUI LUOGHI DEL BEATO ALFREDO/4: La Santa Messa nella missione del martire cremasco. Una lettera del vescovo

Il vescovo Daniele incensa la croce e il busto di p. Alfredo

QUARTO AGGIORNAMENTO DEL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IN MYANMAR

Sveglia di buon mattino (5:30) per raggiungere Tan Taung Gyi, cittadina coloniale; dopo aver fatto 374 scalini abbiamo raggiunto la cima di Naw Bu Baw ove è posta una grande croce di ferro. Lungo la salita abbiamo incontrato diverse cappellette per la preghiera personale e per la meditazione. Siamo giunti tutti in cima. E  senza fatica. 

Ma la festa, la sorpresa e lo stupore ci hanno accolto in quella che era la missione del beato p. Alfredo Cremonesi. Non ci sono parole per descrivere le emozioni vissute e ciò che abbiamo avuto la grazia di vivere: danze in costume, bambini in festa, canti, banda e ornamenti colorati di fiori di tutti i tipi. 

Dopo aver slegato in musica le nuove campane abbiamo fatto la processione partecipata da oltre duemila persone arrivate da tutti i villaggi vicini. 

Che gioia! Il nostro beato p. Cremonesi vive tutt’ora nel cuore e nella mente di tutti i “suoi birmani”, che hanno dato sicuramente il meglio di sé per festeggiarlo e per onorare la sua memoria. 

Abbiamo celebrato la Santa Messa solenne, presieduta dal Vescovo birmano Isacco Danu con la presenza di ben oltre 40 sacerdoti locali e missionari del PIME. 

L’accoglienza festosa di noi pellegrini cremaschi si è conclusa con l’invito a cena nella parrocchia del beato p. Cremonesi. Don Elio parroco di Ripalta Guerina ha donato una campana fatta dalla ditta Sabbadini di Fontanella fusa in Austria con l’incisione “beato padre Cremonesi – Ripalta Guerina 16/5/1902 – Taungoo 7/2/1953”. 

La festa di beatificazione durerà ancora tutta domani mattina… ma per raccontarvelo c’è tempo.

LA LETTERA DEL VESCOVO

Dal lontano Myanmar, oggi, giorno della memoria liturgica del martire padre Alfredo, il vescovo ci invia la seguente lettera:

Carissimi fratelli e sorelle,
nell’ora in cui vi trovate in Cattedrale per la prima memoria liturgica del beato Alfredo Cremonesi, in Myanmar è già notte fonda: ma la preghiera dei cristiani di qui continua nella preghiera notturna, che collega la Messa di oggi a quella di domattina, in un grande momento di lode e ringraziamento a Dio, che la diocesi di Taungngu ha preparato per questi giorni.

Il ricordo di p. Alfredo ci ha accompagnato tutto il giorno. Al mattino ci siamo inoltrati nel territorio dei Kareen, dove abbiamo potuto vedere da vicino queste montagne che p. Alfredo ha percorso con marce estenuanti, per visitare le sue comunità. I cristiani (non solo cattolici) sono ancora la maggioranza in questa parte del paese, che ne fa un caso a sé. Si tratta di comunità piccole e povere, in un territorio che è stato interessato da violenze fino ad anni relativamente recenti.

Il pomeriggio, finalmente, ci ha visti arrivare dov’era la missione di Donoku. L’accoglienza è stata quanto di più festoso si possa immaginare, anzitutto alla chiesa di Kaynikone, costruita col contributo della diocesi di Crema; qui il vescovo Isaac ha benedetto il nuovo campanile, e poi tutta la folla si è spostata processionalmente fino al “Father A. Cremonesi Garden”, a meno di due chilometri da Kaynikone.

È qui che sorgeva la missione di p. Alfredo, ed è qui che il suo sangue ha bagnato la terra birmana. Un cippo ricorda il luogo dove cadde a terra, colpito a morte; poco più in là, un altro cippo indica dove fu deposto il suo corpo. Qui è stato costruito l’altare dove il vescovo Isaac ha presieduto la Messa in memoria del b. Alfredo, concelebrata, oltre che da noi di Crema, da tanti preti della diocesi e anche da alcuni padri del PIME, con la partecipazione di tante suore e di fedeli di ogni età.

Anche se le parole arrivano dove possono, ci tenevo a rendervi partecipi della grande gioia di questa giornata, nella quale abbiamo percepito ancora una volta le meraviglie che Dio ha operato attraverso l’impegno missionario e il martirio di p. Alfredo.

Mi auguro che generino ancora frutti abbondanti per la nostra Chiesa, oltre che per questa terra e Chiesa del Myanmar.

Ringrazio ancora mons. Ennio Apeciti per la sua presenza, la sua parola, e per l’aiuto che ha dato alla causa di beatificazione. A tutti voi, con i saluti di tutti i pellegrini cremaschi in Myanmar, per intercessione del b. Alfredo, la mia benedizione.

Il vescovo Daniele