CREMA – Ospedale Maggiore: ecco la nuova Tac “Fluoro TC”

Una nuova apparecchiatura Tac è stata affidata all’Unità operativa di Radiologia dell’Asst Ospedale Maggiore di Crema, diretta dal dottor Gianpaolo Benelli. L’importante strumento è dotato di un sistema di massima precisione, denominato Fluoro TC, che consente di eseguire manovre diagnostiche e terapeutiche su lesioni nel distretto toracico-addominale: un’apparecchiatura, insomma, che permette alla Radiologia Interventistica – già da tempo al top per professionalità e tipologia di prestazioni – di fare interventi percutanei con un alto grado di affidabilità.

Sono diversi i vantaggi di questa Tac d’avanguardia. “La Fluoro TC – spiega il dottor Angelo Spinazzola, coordinatore del team di radiologi interventisti – permette al medico di intervenire sul paziente, guidato in combinata dalla Tac e dalla Radioscopia così da ottenere una centratura millimetrica del bersaglio grazie alla visualizzazione degli organi in tempo reale. Si possono eseguire biopsie, cioè prelievo di cellule per effettuare una diagnosi su noduli del polmone, reni e fegato e retroperitoneali; drenaggi di raccolte ascessuali oppure trattamenti su masse tumorali già diagnosticate con tecnica di termoablazione o microonde a livello polmonare, epatico e renale”.

Con l’uso della nuova strumentazione, aggiuge il radiologo, “si ottiene la massima precisione anche in interventi difficili, quando sono ammesse solo tolleranze di millimetri perché si opera in aree critiche, vicino a organi nobili come il midollo, le radici nervose e i vasi arteriosi. Ulteriore vantaggio nell’utilizzo della Fluoro TC è la ridotta esposizione dei pazienti ai raggi X”.

Il team di radiologi interventisti, coordinato come detto dal dottor Angelo Spinazzola insieme ai dottori Riccardo Foà e Giovanni Leati, esegue procedure percutanee (senza tagli chirurgici) in stretta collaborazione con colleghi di altri reparti (Pneumologia, Urologia e Chirurgia Generale), supportati sempre dall’Anatomia Patologica per la valutazione immediata del prelievo cellulare.

“Ormai le tecniche mininvasive quando possibili – dichiara il dottor Spinazzola – sono assolutamente da preferire per un miglior confort per il paziente e per una efficacia diagnostica e terapeutica elevata”.