Tra le interrogazioni affrontate ieri sera in Sala consigliare quella di Forza Italia per avere informazioni sul progetto di manutenzione straordinaria del ponte di via Cadorna. “Premesso che tutti siamo contrari alla chiusura del ponte, che taglia a metà la città, il manufatto è ammalorato e dovrà essere ripristinato nella sua funzionalità, dunque la chiusura è assodata, è un fatto tecnico”, ha subito puntalizzato l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Pagliari. Laura Zanibelli aveva appena espresso contrarietà alla chiusura.
Il terzo progetto
Pagliari ha ribadito che l’amministrazione è consapevole “dei disagi per tutta la comunità. Il nostro obiettivo principale è ridurli al minimo con miglioramenti della viabilità attuale e riduzione del traffico in città. Vi abbiamo fornito lo studio di Percudani (da noi illustrato nel dettaglio la scorsa settimana, ndr), chiarendo i rapporti con la Sovrintendenza. A seguito dell’apertura di quest’ultima stiamo procedendo a presentare il nuovo progetto di massima per ricevere l’approvazione; intendiamo mantenere le spalle del ponte in essere per progettare un struttura d’impalcato che sostenga la carreggiata rispettando la storicità del manufatto”. ha chiarito.
Le ipotesi alternative 
Pagliari ha esposto nuovamente quanto detto ai capigruppo nella recente assemblea sulle ipotesi d’intervento: oltre al dialogo in corso con la Sovrintendenza, i tempi di realizzazione della riqualificazione (“quanto prima, ma certamente nel 2025”), ma non i costi, per cui sono in corso valutazioni. Dalla risposta del referente ai Lavori pubblici s’è appreso che il Comune ha realizzato due ipotesi di ponti alternativi, “a nord e sud del ponte attuale, valutando attentamente le possibilità di costruire un ponte provvisorio”. Ma oltre al “problema dei costi, 800.000 euro uno e 1,2 milioni di euro l’altro”, tali soluzioni “non risolverebbero o risolverebbero parzialmente il problema”. Di qui lo studio di Percudani sui flussi di traffico.
Trasparenza e informazione
“Di fatto – ha ribadito Pagliari – i ponti alternativi avrebbero portato disagi ancor maggiori in altre parti della città. Ad esempio, i residenti nell’area del peduncolo di via Cadorna non uscirebbero più di casa, mentre nel caso della situazione sud faremmo un intervento molto invasivo”. Invece, per realizzare un intervento “che duri per i prossimi 100 anni”, l’idea dell’amministrazione è di trovare le risorse accendendo un mutuo per l’intero importo dell’opera”. L’intenzione del Comune – come peraltro suggerito da Zanibelli – “sarà quella di dare le giuste e corrette informazioni a tutti. Informeremo sui tempi di realizzazione, sui costi, sui mesi di chiusura del ponte e sulla modifica della viabilità a supporto della circolazione stradale sull’asta di via Libero Comune”.
Zanibelli critica 
Nella contro replica, la consigliera forzista s’è detta insoddisfatta. “Questa interrogazione giaceva da aprile. Non l’ho ritirata perché il Consiglio comunale ha il diritto di essere aggiornato. La problematica è importante per la città ed è doveroso tenere puntualmente aggiornati tutti”. Tra i problemi, l’esponente di Forza Italia ha portato quello “che siamo al terzo progetto presentato dai tecnici e ancora non è chiaro l’intervento. Rimane poi, sempre, la grossa incognita dello stato reale del manufatto, così come di quanto s’è speso”, ha incalzato, definendo “carente” la guida dei tecnici incaricati. Per la forzista la viabilità, anche con l’ultima ipotesi, “non sarebbe risolta”. L’invito a chi è al governo è a stringere i tempi. A Pagliari è stato suggerito di “rappresentare alla Sovrintendenza anche il problema della sicurezza derivante dallo stato del letto del fiume Serio appena esondato”.













































