Castelleone. Arata, la sua poliedricità in un libro

Domenica 26 maggio presso la Fondazione Francesco Arata di Castelleone, in occasione della apertura nazionale delle Dimore Storiche, è stato presentato il libro “Francesco Arata: pittore, scenografo e architetto tra ragione e sentimento” scritto da Franziska Weitzer, con prefazione della prof. Sara Fontana dell’Università di Pavia.

Sono intervenuti l’assessore alla cultura prof. Orsola Edallo, lo storico Emanuele Motta, la prof. Fontana, l’autrice Weitzer: ha moderato la nipote dell’artista, nonché presidente della Fondazione, arch. Elga Francesca Arata.

Nella corposa prefazione la prof. Fontana ha approfondito il contesto storico nel quale si è svolta l’attività del pittore, la sua appartenenza ai due più originali e indipendenti circoli artistici dell’epoca, Bagutta a Milano e Burano a Venezia. Ne emerge la figura di un petit maitre pienamente immerso nelle vicende artistiche a lui contemporanee, e delle quali si ha traccia nella sua pittura che evolve pur rimanendo coerente; un testimone appartato ma significativo di quei tempi artisticamente vivaci.

Dagli studi alla pittura

Franziska Weitzer ha ripercorso la vita dell’artista, dagli studi all’Accademia di Brera (allievo di Cesare Tallone) all’attività come aiuto-scenografo alla Scala (a seguito di Vittorio Rota), alle collaborazioni con i giovani architetti Giovanni Greppi e Giovanni Muzio (destinati a luminose carriere) ed alla scelta finale di dedicarsi all’arte. Ha illustrato l’evoluzione della pittura, dall’iniziale impronta divisionista ai colori terrosi e cupi del “Novecento italiano”, dalla tavolozza che schiarisce a confronto con i pittori veneti ed infine la pennellata scura, libera e densa di poesia per la quale è ricordato.

Competente e interessato il pubblico di estimatori del pittore, studenti d’arte e appassionati: graditi ospiti gli storici dell’arte Rodolfo Bona e Cesare Alpini, nonchè le figlie dello scultore Leone Lodi, coetaneo di Francesco Arata, che a Soresina conservano lo studio del padre .

La pubblicazione è stata sostenuta dal Lions club di Castelleone e dalla Fondazione comunitaria della Provincia di Cremona.