Rubrica a cura dell’ass. Consumatori Campo di Marte. Monopattino: incidenti, via la patente?

Mettiamo che il signor Z. alzi un po’ il gomito, salga sul suo monopattino e si metta in strada; perde però il controllo del mezzo e finisce così per causare un incidente.
Dai rilievi successivamente effettuati dalla Polizia stradale risulta che il signor Z. ha un tasso alcolemico pari a 1,67 g/lt. Secondo quanto stabilito dal Codice della strada è vietato mettersi alla guida di un mezzo stradale se si ha un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l (0 g/l per i minori di 21 anni, i neopatentati per i primi tre anni e per chi trasporta a livello professionale persone o cose).
Il nostro signor Z. è quindi molto al di là dei limiti consentiti dalla legge; infatti, la legge stabilisce che il conducente trovato con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l verrà sottoposto a processo penale, che può comportare la condanna a un’ammenda tra 1.500 e 6.000 euro, l’arresto da 6 mesi a 1 anno e la sospensione della patente di guida da uno a due anni.
Se chi è in stato di ebbrezza causa un incidente le sanzioni vengono raddoppiate, viene disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni e viene revocata la patente. Il signor Z. decide di patteggiare. Il tribunale applica la pena patteggiata, disponendo però anche la revoca della patente di guida. Limitatamente a quest’ultima sanzione il signor Z. decide di fare ricorso e la vicenda finisce in Cassazione.
La Suprema Corte dà ragione al signor Z., confermando il principio di diritto secondo il quale la sospensione o la revoca della patente non possono essere disposte se la violazione del Codice della strada è stata commessa a bordo di un veicolo per guidare il quale non è richiesta la patente. La Cassazione annulla quindi la sentenza del tribunale nella parte in cui disponeva la revoca della patente di guida del signor Z. (Corte di Cassazione, sent. n. 48083/2023).
La Cassazione con questa sentenza estende di fatto ai monopattini precedenti decisioni simili applicate a guidatori di biciclette trovati in stato di ebbrezza.
Ho scritto questo articolo a fronte del boom di sinistri gravi (anche mortali) nell’ultimo anno per chi era alla guida di un monopattino elettrico e per invitare i lettori a un approfondimento. Ricordiamo che secondo la legge il monopattino elettrico può circolare nelle aree pedonali con velocità massima di 6 km/h e sulla carreggiata fino a 25 km/h.
Nel caso di scontro tra un monopattino e un pedone, solitamente la responsabilità è da attribuire al conducente del veicolo, cioè a chi guida il monopattino.
Al pari dei guidatori delle auto, infatti, chi usa il monopattino deve prevedere le situazioni pericolose e, per quanto possibile, evitarle. A parte casi eccezionali, però, va detto che nell’ipotesi di scontro tra monopattino e pedone la responsabilità è quasi sempre del primo.
Nel sinistro tra monopattino e auto invece è solitamente l’automobilista a pagare i danni, in quanto è davvero difficile immaginare che lo scontro sia dipeso dalla condotta di chi guidava il monopattino, quindi, la responsabilità è attribuibile al conducente dell’autovettura, salvo che il soggetto alla guida del monopattino non abbia compiuto manovre spericolate e del tutto imprevedibili.
Si ricordi, infine, che il monopattino è riservato a coloro che abbiano almeno 14 anni di età.

Avv. Marta Guerini Rocco
Presidente Ass.ne Consumatori