Efrem Montefiori è il nuovo sacrestano del duomo

Efrem Montefiori, ventiquattrenne di Casaletto Vaprio, è il nuovo sacrestano della Cattedrale. Succede a Marco Nichetti, a sua volta intervenuto a gennaio dopo i pensionamenti di Ivan Martinenghi e Francesco Ghisetti, storici collaboratori del Duomo. Il suo rapporto di lavoro è cominciato questa mattina, con l’apertura della chiesa e il servizio alla Messa capitolare presieduta dal Vescovo. È lui il vincitore del bando pubblicato dall’ente Chiesa Cattedrale il mese scorso: inaspettatamente, nonostante la pluralità di competenze richieste, vi aveva risposto una trentina di candidati da ogni parte d’Italia.

Sacrestia e campane

Efrem, una formazione da falegname professionale, nutre una particolare passione per la cura della chiesa: svolge con naturalezza le mansioni del profilo professionale richiesto dal Duomo e, in più, è anche in grado di accompagnare all’organo i canti liturgici, oltre che di eseguire le piccole, ma frequenti manutenzioni richieste dagli edifici del complesso. “Dall’età di otto anni – questo ha scritto nella lettera motivazionale inviata alla Cattedrale – ho iniziato ad affiancare come chierichetto don Achille Viviani durante le celebrazioni in parrocchia. Da quel momento ho avuto due grandi passioni: la sacrestia e le campane”. Così, ora, Efrem sembra aver coronato il suo sogno, confidato sempre nel testo di presentazione: far diventare questa sua passione “un lavoro, nella chiesa più importante della diocesi”.

Doppio colloquio

La selezione, secondo quanto previsto dal bando, è consistita in due diverse fasi: la scrematura dei curriculum pervenuti e un colloquio personale. Nel suo caso, i “faccia a faccia” sono stati due: uno con il presidente del Consiglio di Amministrazione della Cattedrale, Marcello Palmieri, e un altro con il presidente del Capitolo della Cattedrale, don Ersilio Ogliari. Le impressioni raccolte sono state condivise il CdA dell’ente, che ha poi votato l’assunzione all’unanimità. Con Efrem, la cattedrale si è al momento impegnata per tre mesi. Se poi tutto andrà per il verso giusto, il contratto – sempre come previsto dal bando – si trasformerà a tempo indeterminato.