Ponte. La raccolta firme spacca Forza Italia. Per Donida è “inutile e pretestuosa”

Da una parte il Direttivo di Forza Italia Crema che parla di successo della raccolta firme “contro la chiusura totale del ponte”, dall’altra l’ex coordinatore cittadino di FI, Gianmario Donida, che rtiene l’iniziativa “pretestuosa e inutile”. “Contando sulla mia esperienza di ex coordinatore di FI e sui commenti che i tesserati mi hanno segnalato personalmente proprio ieri (domenica, ndr), mi permetto di fare due commenti sulla recente azione non condivisa sul ponte di via Cadorna. Da un certo punto di vista è buona cosa aver dimostrato a tutti che Forza Italia c’è, se questo era il solo scopo. Ma, facendo questa azione, io credo che ci siano un paio di critiche che tutti mi hanno segnalato in diverso modo”, dichiara Donida.

Domande banali

La prima è “che non si può chiedere banalmente se si vuole il ponte chiuso o aperto. È come chiedere se si vuole la pace nel mondo, il cielo terso o la città pulita! La domanda risulta piuttosto pretestuosa, fatta solo per ricercare una risposta positiva. Troppo facile. Per una forza politica che ha un consigliere presente oramai da vent’anni in Consiglio comunale, sarebbe stato certamente più efficace rivelare il problema in anticipo. Con assemblee pubbliche o interventi sulla stampa documentati. Ma così non è successo”, aggiunge. La seconda obiezione avanzata dall’ex coordinatore del partito cittadino è che per una forza politica all’opposizione, avente solo un consigliere come Forza Italia
a Crema, “l’azione singola e indipendente è di nuovo pretestuosa. Si pensa davvero di cambiare l’atteggiamento dell’amministrazione andando da soli allo scoperto sul ponte?”, chiede.

Veleni interni

Diverso per lui sarebbe stato se si fosse ricercata l’azione di concerto con le altre forze politiche del centrodestra. “Un intervento con Lega, Fratelli d’Italia e lista Borghetti avrebbe certamente trovato maggiore peso nei confronti di una difficoltà così evidente che mette la maggioranza in crisi e la città in ginocchio. Ma, ancora, così non è stato. Consiglio allora, questo darebbe grande risalto al nuovo commissario e al di lui consigliere, di incatenarsi al ponte e buttare la chiave per non farlo chiudere. Una azione isolata, ma molto più efficace per un risultato certo”, scherza Donida nella battuta finale.
Il cronista, al di là dei rispettivi punti di vista, non può che leggere nella presa di posizione dell’ex coordinatore – raramente così pungente in passato con qualunquealtra forza politica – un po’ di veleno e, magari, di malumore per la mancata conferma ai vertici cittadini del partito.