Spino d’Adda. 40mila metri quadrati di libertà

Tenuta terre e libertà. È la nuova intitolazione attribuita al bene confiscato e restituito alla comunità per fini sociali. Domenica mattina, all’inaugurazione della tenuta ex Fornace, una maxi area da 40mila metri quadrati, in gestione provvisoria da gennaio al sindacato pensionati Cgil, ora di proprietà comunale, sono intervenute numerose autorità. Al tavolo i sindaci di Spino d’Adda Enzo Galbiati e di Trezzano sul naviglio Fabio Bottero; per Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) la  dottoressa Simona Ronchi; la presidente Commissione regionale antimafia Paola Pollini;  Claudia Carlino di Spi nazionale ed Emilio Miceli della Cgil nazionale. Significativa la presenza dei primi cittadini del territorio cremasco guidati da Gianni Rossoni, presidente dell’Area Omogenea.

Obiettivo importante

Nell’incontro si è ripercorso il cammino che ha portato all’assegnazione del bene al Comune di Spino d’Adda. “L’obiettivo è quello di dare ai cittadini e al territorio nuovi strumenti sul tema della promozione alla cultura e della legalità democratica, della giustizia sociale, del contrasto e della prevenzione e qualsiasi forma di criminalità comune o organizzata”, ha rimarcato il sindaco di Spino, ringraziano in modo particolare chi ora sta gestendo temporaneamente la struttura: “Eucapte ‘Una casa per te ONLUS’, rappresentata da don Massimo Mapelli e dalla dott.ssa Elena Simeti; tutti i rappresentanti della Camera del Lavoro territoriale di Cremona (Elena Curci) e il Sindacato Pensionati della Cgil (Ivan Pedretti) rappresentati egregiamente da Alessio Maganuco che insieme a Elena, sta dando vita a questo luogo”.

C’è ancora molto da fare

Galbiati ha tenuto a puntualizzare che “molto c’è da fare ancora anche sotto l’aspetto tecnico burocratico e per questo motivo ho chiesto collaborazione ai sindaci dell’Area Omogenea, qui rappresentati dal nostro presidente Gianni Rossoni, affinché Consorzio.IT, braccio operativo dei Comuni del Cremasco, ci possa aiutare nel regolarizzare la struttura. Una prima fase è stata completata e riguarda la certificazione di idoneità statica degli edifici, questo ci permette di frequentare il luogo senza rischi per le persone”. La seconda fase, “più complicata e onerosa, riguarda l’adeguamento catastale e urbanistico: si sta pensando come affrontarla”. Per questa sono stati richiesti aiuti alla Regione.