VITTORIO EMANUELE II. La statua ricollocata 10 anni fa

Festeggiati, questa mattina, in piazza Aldo Moro a Crema, i dieci anni della riposizione della statua di re Vittorio Emanuele II nella piazza stessa. Vi era stata collocata, su indicazione dall’autore, il rinomato scultore milanese Francesco Barzaghi, nel 1881. L’intenzione quella di tramandare alle future generazioni “i profondi sentimenti di appartenenza e gratitudine per la raggiunta Unità di popolo”.

TINO MORUZZI

Queste le intenzioni di chi volle il monumento e anche del Comitato che – dieci anni fa – ne ha promosso il recupero-restauro, come ha ricordato, all’inizio della manifestazione il presidente Tino Moruzzi. Lo ha proposto per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, in accordo con l’amministrazione dell’allora sindaco Bruttomesso. Lo ricorda anche l’epigrafe posta sulla base del monumento stesso.

Non è stato un intervento facile, in quanto è stato necessario ricomporre tutti i pezzi che formavano la statua e il basamento che, a seguito dell’attentato del 1946, erano stati accatastati nel giardino retrostante la sala Pietro da Cemmo al Sant’Agostino. Sono state integrate anche le parti mancanti per restituire alla città un’opera di grande pregio artistico storico e ideale.

SINDACO BERGAMASCHI

Dopo Moruzzi, l’intervento del sindaco Fabio Bergamaschi. Ha ringraziato il Comitato promotore della ricollocazione della statua, “una salvaguardia importante grazie anche al contributo di istituzioni e cittadini. Il monumento ci ricorda l’unità d’Italia, momento di grande importanza di una storia che non può essere rimossa.”

Erano presenti le bandiere dei rappresentanti delle associazioni d’arma e combattentistiche schierati in parata d’onore.

ANTONIO AGAZZI

A nome dell’ex-sindaco Bruttomesso, ha parlato anche Antonio Agazzi presidente del consiglio comunale nei tempi in cui si è deciso di ricomporre e rimettere in piedi il monumento: “Nel 2011 – ha detto – ricorrevano i 150 anni dell’unità d’Italia: Pensavamo che cosa fare per celebrarli: ed ecco la decisione di ricuperare il monumento che giaceva appunto ammalorato nei depositi del Museo civico.”

Anche il capitano Alberto Amedeo Mesumeci ha porto il suo saluto.

La cerimonia si è conclusa con le note dell’Inno nazionale eseguito dalla banda cittadina Giuseppe Verdi di Ombriano.

 

 

 

 

 

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