Rivolta d’Adda. Parchi chiusi, Freepark vs Sgroi

Nella foto di repertorio, suggestiva veduta di Rivolta d'Adda

Promossa da un gruppo di cittadini del paese, domenica mattina s’è svolta in centro storico la raccolta firme contro l’ordinanza comunale di chiusura dei parchi. Gli organizzatori parlano di “successo dell’iniziativa”. Il sindaco Giovanni Sgroi commenta: “Non ho nulla da obiettare sulla raccolta delle firme, ma non ho alcuna intenzione di modificare l’ordinanza perché oltretutto sta dando buone risposte”.

Soddisfazione dei promotori

Domenica dalle 9 alle 12 più di un centinaio di rivoltani si sono presentati al banco di FreePark per depositare la loro firma e manifestare il loro dissenso nei confronti dell’ordinanza che, dal 21 giugno fino al 31 ottobre, vieta ai cittadini di usufruire delle aree verdi comunali e di stazionare anche nei pressi delle stesse, dalle ore 23 alle 6 del mattino. “Un’affluenza significativa considerato il periodo estivo, durante il quale il paese parzialmente si svuota”. Non nascondono quindi la loro soddisfazione i promotori della petizione, che, spiegano nel comunicato diramato domenica pomeriggio, “hanno avuto anche l’occasione per un breve scambio con il sindaco Sgroi il quale, a difesa della propria ordinanza, l’ha paragonata a un semaforo sostenendo che, in base alla logica degli attivisti, anche i semafori allora andrebbero eliminati. “Il semaforo però regola il traffico – hanno risposto gli organizzatori – non lo blocca”.
Questo il punto centrale: FreePark chiede di “tutelare i cittadini e il territorio rivoltani intensificando i controlli e applicando le sanzioni già previste dalla Legge per coloro che danneggiano i beni della comunità o disturbano la quiete pubblica, senza penalizzare così pesantemente però tutti quei cittadini che usufruiscono dei parchi in maniera rispettosa”.
La petizione resterà attiva per tutta l’estate al link https://www.change.org/p/riapriamo-i-parchi-alla-sera. “Un’altra raccolta firme cartacea è prevista per i primi di settembre. Le firme andranno ad aggiungersi alle 600 raccolte finora”.

Il sindaco resta convinto della bontà del provvedimento

Il sindaco Sgroi, nell’evidenziare che “manifestare il disappunto è legittimo, purché in un clima democratico”, rimarca che “gli attacchi ricevuti sui social, non trovano alcuna giustificazione. Non è affatto nostra intenzione limitare la libertà dei cittadini, anzi”. Quindi nessuna retromarcia? “I nostri Carabinieri ci hanno riferito che da quando è entrata in vigore l’ordinanza, la situazione è migliorata. Il provvedimento sta dando i suoi effetti”.
L’ordinanza ha introdotto il divieto per tutti i cittadini, di usufruire degli spazi verdi di via Cadorna, via Galilei, via Due Giugno, via Gramsci, via Rosselli, via Cascina Santissimo e di qualsivoglia altro spazio pubblico verde attrezzato o meno, negli orari notturni, nonché di stazionare nelle immediate vicinanze di tali spazi, prevedendo sanzioni pecuniarie da 25 fino a 500 euro per i trasgressori. Per i promotori della petizione, “il mancato rispetto delle norme di convivenza civile da parte di alcuni non può tradursi nella pesante negazione di un diritto fondamentale per tutti”.