Cascate del Serio, il 15 luglio lo spettacolo della natura

Dopo l’evento dell’11 giugno, le nuove date dell’apertura delle cascate del fiume Serio, in Valbondione, saranno sabato prossimo 15 luglio (in notturna, ore 22.30), il 20 agosto, il 10 settembre e l’8 ottobre (ore 11-11.30). Tanti i cremaschi affezionati a questo spettacolo della natura alto 315 metri, che si rinnova ogni anno: prima di raggiungere la zona, preghiamo i lettori di verificare l’eventuale sospensione degli appuntamenti (www.valseriana.eu). Siamo in montagna, maltempo, frane e smottamenti, purtroppo, sono sempre dietro l’angolo.

315 metri sorprendenti

Già nel XVI secolo alcuni viaggiatori parlavano delle cascate con entusiasmo. Le annuali aperture proseguono anche in epoca moderna con la stessa ammirazione: il salto d’acqua è il più alto a livello nazionale, al secondo posto in Europa!
Per arrivare alle cascate consigliamo abbigliamento da montagna e scarpe comode, pur essendo il percorso poco impegnativo, specie per chi è abituato a camminare in montagna. Il ticket del parcheggio dell’auto costa di solito 5 euro. Poco dopo l’ingresso in Valbondione, i giovani del paese, muniti di pettorina, forniranno spiegazioni su dove lasciare la macchina, guidando gli automobilisti verso i parcheggi da dove iniziare l’escursione verso le cascate (di solito sentieri 332 o 305), situate a circa 1.750 metri d’altitudine e divise in tre salti.

Applausi ed emozione

Come dicevamo, la passeggiata per arrivare alla splendida “veduta” è adatta a tutti, bambini compresi, anche se dura un’ora abbondante. Il Serio – che, come noto, scorre interamente in Lombardia, tra le provincie di Bergamo e Cremona – con le sue maestose cascate è pronto a sorprendervi. Dal 1969 grazie a un accordo tra il Comune di Valbondione ed Enel, le cascate sono visibili nella loro forma più smagliante solo cinque volte l’anno, in quanto viene aperta la diga del Barbellino, che contiene circa 10.000 metri cubi di acqua. Il tutto in mezz’ora. È dal 1931, invece, dopo la costruzione della diga, che viene sfruttata l’acqua per produrre energia idroelettrica. Quando viene liberata dal bacino del lago, è accolta da un fragoroso applauso, subito sovrastato dal rombo dell’impeto dell’enorme massa d’acqua. Approfondimento sul “Torrazzo” in edicola.