Rosario Folcini: l’ultimo capolavoro

Rosario Folcini, La Crocifissione

Questo è un vero e proprio scoop. La presentazione dell’ultimo capolavoro che il pittore Rosario Folcini ha dipinto nel portico di un cascinale, negli anni precedenti la sua morte, avvenuta il 6 marzo 2020.

Si tratta di una splendida rappresentazione del Mistero Pasquale, che parte da L’Ultima Cena, passa attraverso La Crocifissione e La Risurrezione di Gesù, per arrivare alla Cena di Emmaus.

Un complesso di 25 scene, una a fianco dell’altra, con più di 270 figure a grandezza naturale che toglie veramente il fiato. Il racconto parte dall’ingresso e si sviluppa lungo tutto il portico di circa 40 metri, diviso in due sezioni, una nella parte alta e una nella parte bassa, quest’ultima divisa da sette finestre e da una porta. 

LA TECNICA PITTORICA DI FOLCINI

Visitiamo il capolavoro accompagnati da Daniela, la figlia di Rosario: “Il papà ha dipinto tutto questo complesso da solo. Ha disegnato un piccolissimo bozzetto e ha iniziato il lavoro nel 2010, a più di ottant’anni (era nato nel 1929). 

Ha allestito l’impalcatura, poi per poter dipingere ha dovuto levigare tutta la parete e imbiancarla. Prima ha eseguito la fascia alta della composizione. Ha disegnato tutto con la matita a mano libera, quindi ha ricalcato con un pennarellino a punta finissima indelebile. Quindi ha cancellato la matita con la gomma pane e infine ha dipinto, con pennelli finissimi.

Pennellate su pennellate: se un’immagine non gli piaceva, la cancellava e ricominciava a dipingerla. Questo bellissimo volto ad esempio – e mi mostra quello di Cristo inchiodato sulla croce – l’ha cancellato e rifatto più volte. 

È stato un lavoro stagionale, continua Daniela. Quando faceva freddo non dipingeva, anche perché i colori non si asciugavano bene; qualche volta in autunno bisognava usare il phone! Insomma, a eseguire tutto il complesso ha impiegato più di otto anni. E gli premeva tanto di finirlo prima di morire.

Ha vissuto, quindi, una sua passione di fatica e dolori, dipingendo la Passione di Gesù. Del resto diceva che dall’eternità il Signore aveva già disposto che lui la dipingesse. E alla fine era felicissimo per l’ottima riuscita: Neanche avessi preso le misure – diceva – sarei riuscito a farci stare tutto perfettamente.”

Vivacissimi sono i colori, direi che è un trionfo del colore, con Gesù che emerge sempre vestito di rosso. Le parti bianche delle immagini sono il bianco stesso della parete di fondo. Le parti dipinte, sono tutte sovrapposizioni di colore con chiaroscuri più o meno accentuati, dovuti a pennellate continue, secondo la personale tecnica folciniana della velatura. Ha eseguito il tutto con tempere formate da polveri naturali, diluite con acqua e vinavil per evitare che le muffe rovinassero in seguito le pitture. Tecnica che, negli anni, si è dimostrata efficace e ha dimostrato di mantenere la brillantezza dei colori.

LA VISITA AL CAPOLAVORO DI FOLCINI

Ma seguiamo il racconto musivo e godiamo della sua bellezza! Innanzitutto, all’ingresso, Il saluto della Madonna a Gesù,  coperto da un vetro per salvaguardarlo dalla pioggia. Sopra, L’Ultima Cena. “Il papà – racconta Daniela – ha voluto ambientarla come fosse nel soffitto di casa sua perché diceva: ‘Anch’io sono peccatore e quindi è anche a causa del miei peccati se Gesù è stato messo in croce.’” Sotto, a sinistra della prima finestra, La Lavanda dei piedi. 

Sul pilastro del cancello che immette nel portico, vediamo San Pio da Pietrelcina. Rosario era molto devoto al Santo. “Era andato da lui – racconta sempre Daniela – per confessarsi e chiedergli di illuminarlo sul futuro della sua vita: era infatti indeciso tra la scelta del sacerdozio e del matrimonio. Entrato in confessionale gli aveva detto: ‘Io non vado via di qua fino a quando lei mi dice che cosa devo fare della mia vita.’ E padre Pio gli rispose: ‘Va be’ figliolo, trovati una brava ragazza e sposati’.” L’avrebbe trovata poco dopo nel duomo di Genova, in occasione della consacrazione episcopale di mons. Franco Costa. Tre mesi di fidanzamento e subito il matrimonio. Era il 1963.

Continuando nel nostro cammino troviamo, nella fascia bassa,  Gesù nell’orto del Getsemani, con un bianco angelo a fianco; sopra, Il bacio di Giuda. Subito vicino, Il primo interrogatorio in casa di Anna, con il soldato che dà uno schiaffo a Gesù. Ancora di fianco, sempre nella fascia alta, Il Rinnegamento di Pietro, con il gallo che canta nell’angolo superiore destro. 

Nella fascia bassa, a sinistra della finestra, Folcini ha dipinto Gesù davanti al Sinedrio, con il Sommo Sacerdote che si straccia le vesti. A sinistra, I primi oltraggi a Gesù, quando chi lo aveva in custodia gli benda gli occhi e gli chiede: “Indovina chi ti ha colpito”. Da qui risaliamo nella fascia alta per vedere Gesù davanti a Pilato; più a sinistra Gesù davanti a Erode; di seguito, Pilato che presenta Gesù e Barabba alla folla. La folla chiede la liberazione di Barabba e allora Pilato fa flagellare Gesù. Nella fascia sotto vediamo infatti La flagellazione, L’Incoronazione di Spine e, più a sinistra ancora, L’Ecce Homo.

LA CROCIFISSIONE E LA RISURREZIONE

Risaliamo nella fascia alta e vi è dipinto Gesù che cade sotto la croce mentre sale al calvario, dietro di lui la Madonna e la Veronica. Poi, sempre verso sinistra, Gesù spogliato dalle vesti. Torniamo sotto e troviamo Gesù inchiodato sulla croce, a sinistra della finestra. Infine, sempre nella fascia alta, più sviluppata di altre, la scena de La Crocifissione di Gesù, con la Madonna, San Giovanni, la Maddalena accasciata ai piedi della croce, fedeli e soldati.  

La Crocifissione è il fulcro dell’opera. “Il papà – spiega Daniela – era particolarmente devoto al primo venerdì del mese ed è morto proprio il primo venerdì del mese, il 6 di marzo ‘20. Ricordo che quando doveva iniziare a disegnare Gesù Crocifisso, una sera, mentre si lavava le mani, gli sono venuti i brividi e ha detto: ‘Pensa, domani disegno la croce di Gesù ed è il primo venerdì del mese.’ Era anche il giorno del suo compleanno!”

Sotto la Crocifissione, a destra della finestra, troviamo Gesù deposto dalla croce. Dall’altra parte della finestra stessa La Risurrezione, con angeli che scendono dal cielo. Ve ne sono anche nell’arco che sopra si aggancia (nella parte sinistra La città di Crema). Entriamo nell’ultimo settore del portico e ammiriamo (tra le due finestre) Gesù risorto che appare alla Maddalena con tre angeli presenti all’incontro.

L’ULTIMA PARTE

Ed eccoci all’ultima parete ortogonale che chiude il portico. Vi sono raffigurati, ai due lati della porta, Gesù che appare a Tommaso e agli apostoli e La cena di Emmaus, con due angeli che scendono dal cielo. Vi vediamo anche alcune rondini, che Folcini ha voluto raffigurare come per farsi perdonare dopo aver pregato il Signore di allontanarle dal portico perché non rovinassero le pitture. Era stato esaudito.

A Folcini, dicevamo, premeva finire il lavoro prima di morire. Ha scritto anche una preghiera che gli sarebbe piaciuto consegnare alle persone in visita ai suoi dipinti “perché – diceva – non mi interessa che si ricordino di me, ma che tornino a casa più buoni.” E noi torniamo a casa certamente ammirati, felici e più buoni!

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