Libera Associazione Artigiani: Esg, convegno sul rating di sostenibilità

I criteri Esg e l’impatto sull’economia reale: interessante incontro formativo organizzato dalla Libera Associazione Artigiani. Martedì scorso 7 febbraio, presso la sala convegni Samuele Vailati, associati, imprenditori e dipendenti hanno potuto approfondire la tematica trattata da Simone Chelini, head of Esg & strategist activism presso Fideuram Asset Management Sgr. L’acronimo Esg, che significa Environmental, Social e Governance (ambiente, sociale e governance), racchiude una serie di parametri in un’ottica di valutazione complessiva di un’impresa, al di là dei risultati puramente economici. Il rating Esg (o rating di sostenibilità) esprime dunque un giudizio sintetico dal punto di vista dell’impegno in ambito ambientale, sociale e di governance.

Aspetto sempre più decisivo

Fanno riferimento all’impatto ambientale parametri come le emissioni di anidride carbonica, l’efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali (come l’acqua), l’attenzione al cambiamento climatico (climate change), alla crescita della popolazione, alla biodiversità e alla sicurezza alimentare. “L’Esg è un aspetto sempre più importante per la vita delle nostre imprese – ha detto in apertura il direttore della Libera Renato Marangoni –. È fondamentale l’attenzione da parte di tutti, così da mettere in pratica quelle strategie utili allo sviluppo aziendale”.
“Serve formarsi per potersi destreggiare tra regole e normative – ha aggiunto il presidente Marco Bressanelli –. Il tema della sostenibilità deve essere declinato non solo come valore ambientale e sociale, ma anche economico, facendo incontrare quelle che sono le richieste dei Governi e quelle che sono le esigenze delle imprese”.

La transizione porterà una crescita

“Il cambiamento climatico è un vero e proprio rischio di business – ha spiegato Chelini –. Esiste una grande correlazione tra emissioni di Co2 nell’atmosfera, riscaldamento globale, livello dei mari ed effetti economici, soprattutto sui Pil degli Stati, che devono fare i conti ogni anno con devastanti eventi atmosferici”.
Tra dati indubbiamente negativi delle emissioni e prospettive non certo rosee, è emerso con certezza che “la transizione energetica, con tutte le sue declinazioni, potrà comunque portare a una crescita, intesa anche come opportunità lavorativa”. In questo panorama si apre una terza dimensione, quella dell’Esg, acronimo dei tre fattori che vengono considerati nella misurazione della sostenibilità dell’impresa.

Sviluppare la sostenibilità

“Le aziende – ha continuato Chelini – vengono valutate secondo numerose metriche, che determinano il merito di credito finanziario e di sostenibilità. Per capire come poter migliorare la propria realtà e creare valore, non solo per l’azienda ma anche per i lavoratori e i territori, è importante che ogni imprenditore comprenda qual’è il proprio livello Esg e si affidi a dei professionisti che possano supportarlo nello sviluppo della sostenibilità”.