Sentieri per la felicità. Il diacono Benzi commenta il Vangelo di oggi, domenica 29 gennaio

Chiesa Cremasca
Il diacono Alessandro Benzi

Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Sentieri per la felicità

Ognuno di noi ha nel cuore un profondo desiderio di gioia. I discepoli che hanno risposto senza indugio all’invito di Gesù a seguirlo, e che abbiamo incontrato nel Vangelo settimana scorsa, ci fanno intuire che in Lui hanno trovato qualcosa che li ha affascinati e conquistati. Gesù appare come colui che riempie di senso e di straordinario le nostre scialbe giornate. È molto bello pensare che Dio metta al centro all’inizio del suo ministero, e abbia a cuore, la nostra felicità.

Le beatitudini

L’annuncio della “vita buona del Vangelo” prende piede e Gesù inizia un discorso – cosiddetto della montagna e che si protrarrà anche nelle prossime domeniche – per dipingere i tratti del Regno di Dio in mezzo a noi e rivelare lo splendore di una vita alla sua sequela. Le beatitudini rappresentano quei sentieri che ci conducono alla letizia, quella vera, quella che riempie il cuore. Papa Francesco definisce le beatitudini come la carta d’identità del cristiano.
Avvicinando con profondità la pagina evangelica, oltre la bellezza stilistica e poetica del testo, la domanda che sorge spontanea è di chiederci se veramente chi è povero, chi è mite, chi è oppresso, chi è l’ultimo e non conta nulla possa essere realmente felice. È una prospettiva impensabile, profondamente differente, controcorrente rispetto a quanto normalmente viene ritenuto desiderabile da una persona, ma anche dal nostro contesto attuale. I beati sono i ricchi, coloro che hanno la pancia piena, quelli che vengono adulati e inseguiti sui social; la piccolezza non trova spazio in questa società. Ma oggi, chi sceglierebbe la povertà o l’umiltà? Perché Gesù ci dice di rallegrarci se viviamo una vita “da scarto”?
Innanzitutto perché è lo stile che Lui per primo ha incarnato per abitare in mezzo a noi, scegliendo, come ci ricorda san Paolo, ciò che è stolto, debole, ignobile e deprezzato.
In seconda battuta, Dio dice beati ai poveri, non alla povertà. Dio è con i poveri contro la povertà. Beati quelli che sono nel pianto perché Lui dimora con chi piange, ma non è sponsor del dolore.

Riconoscersi poveri per affidarsi a Dio

L’annuncio clamoroso è che Dio è sempre con te e già oggi sei nella gioia quando eviti di esibire trionfalmente la tua forza e le tue abilità affidandoti a Dio con tutta la tua fragilità; sei nella gioia quando mite e puro di cuore ammiri il mondo con uno sguardo limpido che si sforza di cogliere il bene nelle persone che incontri; sei nella gioia quando non ti lasci sedurre dall’arroganza e non lasci spazio alla superbia e preferisci il silenzio all’offesa; sei nella gioia quando il tuo cuore si muove a compassione e ti chini sulle ferite di coloro che soffrono; sei nella gioia quando con mitezza e misericordia costruisci la pace, pagandola spesso a caro prezzo, affinché si possa vivere insieme da amici e fratelli.
È questa la nuova raggiante via per la felicità offerta a tutti: riconoscersi poveri per affidarsi a Dio che è l’unica ricchezza a cui non possiamo assolutamente rinunciare; perché qualsiasi cosa accada Lui cammina con noi, è alleato della nostra gioia, asciuga le nostre lacrime, consola i nostri cuori, fascia le nostre ferite, apre orizzonti luminosi dove transita la tristezza.

Alessandro Benzi
Diacono