Parco del Serio: furto al Museo dell’Acqua di Casale Cremasco

Formalizzata questa mattina presso la stazione dei Carabinieri di Camisano, la denuncia del furto che ha interessato la struttura del Parco del Serio sita in territorio di Casale Cremasco e dedicata all’educazione ambientale. “Purtroppo è l’ennesimo sfregio che ci tocca denunciare”, dice sconsolato il presidente Basilio Monaci, comunicando che nella notte tra domenica e lunedì, ignoti sono entrati all’interno del Centro Parco Museo dell’Acqua forzando le porte di accesso e trafugando il monitor interattivo da 65 pollici, utilizzato per le diverse iniziative organizzate, in particolar con le scolaresche del territorio. “Oltre al monitor interattivo abbiamo riscontrato danni al gruppo di continuità e alle porte – aggiunge la direttrice Laura Comandulli – per una prima stima dei danni, che dovrebbe essere di circa 3 mila euro”.

Delusione e rammarico

Il personale del Parco del Serio ed il suo presidente, oltre al rammarico e alla delusione per questa nuova visita indesiderata, sottolineano come all’interno della struttura di Casale Cremasco, oltre a panche, tavoli, materiale didattico e divulgativo c’è poco altro, eppure non mancano continui episodi di questa natura. Questa volta, però, bottino dei malviventi è stata l’unica attrezzatura di valore utilizzata per l’educazione ambientale che, grazie a un investimento del Parco, era stata acquistata recentemente.

“Confidiamo nelle Forze dell’Ordine”

“Tutta la nostra azione si rivolge alla collettività, all’educazione ambientale, alla promozione della salvaguardia ambientale ed anche la struttura del Museo dell’Acqua si inserisce in tutto questo”, fanno sapere dal Parco del Serio, sottolineando come questo furto danneggia tutti, perché la struttura è di tutti ed è disponibile non solo per le attività del Parco, ma anche per quelle di altre associazioni. Nella speranza di poter presto avere notizie positive al riguardo e confidando nell’attività delle Forze dell’Ordine, il personale del Parco ha consegnato ai Carabinieri le immagini registrate dal circuito di videosorveglianza.