Unità dei Cristiani: preghiera comunitaria ai Sabbioni

Preghiera per l’Unità dei Cristiani
Un momento della Preghiera per l’Unità dei Cristiani ai Sabbioni

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia (Isaia 1,17): questo il tema della celebrazione ecumenica di sabato sera alle ore 21 nella chiesa parrocchiale dei Sabbioni, nel mezzo della Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani.
Presenti il vescovo Daniele, il pastore Nicola Tedoldi della Chiesa evangelica metodista di Cremona e Piacenza (che ha lasciato lo scorso 31 dicembre, per spostarsi a Parma) padre Mihail Iesianu della Chiesa ortodossa russa e padre Lucian Munteanu della Chiesa Ortodossa rumena.

Segregazione razziale e pace

La veglia, e il suo tema, è stato scelto dal Consiglio delle Chiese del Minnesota negli Stati Uniti dove si è vissuto per secoli l’esperienza della segregazione razziale.
Padre Viorel Flestea, che ha introdotto la celebrazione, ha posto come oggetto della preghiera oltre al tema razziale quello della pace, soprattutto in Ucraina.
Si è iniziato con una preghiera penitenziare, le cui intenzioni sono state pronunciate dai diversi pastori presenti, compreso il vescovo Daniele che, ricordando il battesimo, ha versato dell’acqua in un bacile appositamente preparato.
È seguito l’ascolto della Parola: un bramo della lettera di San Paolo agli Efesini che parla di una unico popolo tra pagani ed Ebrei. Poi il brano del Vangelo di Matteo che racconta il giudizio finale, letto dal diacono Antonino.

Il sermone del pastore Nicola

Il sermone è stato dettato dal pastore Nicola della Chiesa metodista. “Isaia – ha detto – ci presenta la società del suo tempo diventata l’ombra di se stessa, incapace di realizzare il bene comune, con una religiosità di facciata, puramente esteriore, non gradita da Dio.
Ma oggi Isaia non si troverebbe davanti a una società migliore. Molti predicano la Parola, ma sembra che nessuno le ascolti. Dio guarda i cuori, non le apparenze e mette in discussione il nostro ritenerci cristiani in un mondo nel quale si benedicono le armi per una guerra, anche se difensiva.”
Per quando riguarda l’unità dei cristiani ha detto che ritenerci la Chiesa vera è una presunzione, ha ricordato che i cristiani in passato si sono uccisi tra loro ed ha auspicato che si arrivi davvero all’unità.

Imparare a fare il bene e cercare la giustizia

Pastore Nicola si è poi fermato su due verbi del profeta Isaia: imparare a fare il bene che deve essere anche quello per gli altri. E il verbo “cercare la giustizia” che significa innanzitutto praticarla. E cos’è questa giustizia? Significa non abusare del proprio potere, piccolo o grande che sia. La Giustizia è equità, ci chiede di essere giusti.
Infine il verbo: “Venite”. Venite cioè tra le braccia del Padre. “Preghiamo lo Spirito di Dio – ha concluso – perché possa condurci tutti insieme, al di là delle divisioni delle nostre strutture, uniti in un solo Cristo.

Testimonianza e preghiera per la pace

È seguita la testimonianza di Emanuel, nato nella Repubblica democratica del Congo, che ha raccontano la sua storia di immigrato. Oggi è sposato con 4 figli.
Al termine della veglia s’è recitata la preghiera della pace di San Giovanni XXIII. Poi i saluti e i ringraziamenti del vescovo Daniele e di ciascun pastore presente. Tutti insieme, infine, hanno benedetto e congedato l’assemblea.