Papa Francesco: “Imparare a farsi da parte, liberarsi dagli attaccamenti dell’io è importante anche nella Chiesa”

Angelus
Foto Vatican Media/SIR (foto di repertorio)

“È facile attaccarsi a ruoli e posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti e premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità, il prendersi cura degli altri senza vantaggi per sé, senza secondi fini, senza aspettare il contraccambio”.
Lo ha detto il Papa, attualizzando durante l’Angelus di ieri – al quale, secondo la Gendarmeria vaticana, hanno partecipato circa 15mila persone – la figura di Giovanni Battista.

Farsi da parte e imparare a congedarsi

“Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù”, l’invito di Francesco: “Farsi da parte, imparare a congedarsi: ho fatto questa missione, ho fatto questo incontro, mi faccio da parte e lascio posto al Signore. Imparare a farsi da parte, non prendere qualcosa come un contraccambio per noi”.
“Pensiamo a quanto è importante questo per un sacerdote, che è chiamato a predicare e celebrare non per protagonismo o per interesse, ma per accompagnare gli altri a Gesù”, ha detto il Papa.

La tesi di Francesco

“Liberarsi dagli attaccamenti del proprio io e saper farsi da parte costa, ma è molto importante”, la tesi di Francesco: “È il passo decisivo per crescere nello spirito di servizio, senza cercare il contraccambio”.
“Proviamo a chiederci: siamo capaci di fare posto agli altri?”, l’invito finale: “Di ascoltarli, di lasciarli liberi, di non legarli a noi pretendendo riconoscimenti?”.

L’Unità dei cristiani e l’appello per la pace in Ucraina

“Il cammino per l’Unità dei cristiani e il cammino di conversione sinodale della Chiesa sono legati” ha spiegato il Papa, ricordando la tradizionale Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, in programma dal 18 al 25 gennaio.
“Sabato 30 settembre prossimo, in piazza San Pietro, avrà luogo una Veglia ecumenica di preghiera, con la quale affideremo a Dio i lavori della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi”, ha rivelato Francesco: “Per i giovani che verranno alla Veglia ci sarà un programma speciale in tutto quel fine settimana, a cura della Comunità di Taizé”.
Infine, l’ennesimo appello a non dimenticare “il martoriato popolo ucraino, che soffre tanto! Restiamo vicini a loro con i nostri sentimenti, con il nostro aiuto, con la nostra preghiera”.