Finalpia. Lettera aperta alla stampa del presidente Giorgio Pagliari

Il presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione marina climatica cremasca di FinalpiaGiorgio Pagliari, ha inviato ai giornali una lettera aperta “per illustrare l’azione della Fondazione anche in relazione alle polemiche che stanno sorgendo in merito al futuro dei beni”. Dopo la conferenza dei capigruppo di giovedì scorso, in cui lo stesso Pagliari ha esternato la volontà di vendere l’Hotel del Golfo, in effetti la polemica è montata. Specie in seno ad alcuni gruppi di minoranza. Di seguito la lettera integrale.

“Abbiamo faticato e lavorato”

“Che strana città Crema, ci sono nato e cresciuto, credo di aver dato molto anche quando ho fatto il presidente della municipalizzata; io questa città la amo come pure il team di persone che stanno impegnandosi in modo disinteressato. L’anno scorso sono stato chiamato dalla allora sindaca Stefania Bonaldi insieme ad altri consiglieri a trovare una soluzione a un problema che da molti anni è alla attenzione dei cittadini, la ex colonia di Finalpia. Questo CdA si è messo in gioco, ha lavorato e faticato per mettere in sicurezza il patrimonio che diversamente poteva essere pignorato e messo all’asta. Questo CdA ha fatto un lavoro importante, in modo trasparente lo illustrato e spiegato anche alla conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale, senza tralasciare nulla se non gli aspetti riservati delle trattive”.

“Stiamo provando a vendere intorno ai 10 milioni”

“Abbiamo illustrato la situazione debitoria, le difficoltà, le possibili opportunità, l’ipotesi di vendita del patrimonio; la Fondazione che presiedo ha risposto per più di un ora alle domande. Dicendo anche che, se il bene è della città, dovrebbero tutti, maggioranza e opposizione, cercare di trovare le soluzioni; ho spiegato che il patrimonio al momento è stato messo in sicurezza e che la situazione debitoria, dovuta al fallimento dei precedenti gestori e poi al fermo per Covid potrebbe essere ripianata nell’arco di 6/8 anni. La funzione sociale di questo patrimonio al momento è nulla vista la situazione debitoria: un modo per poter riavere e rimettere in città le risorse derivate, rimane quella di vendere questo bene al prezzo intorno ai 10 milioni e così stiamo provando”.

“Polemica che rattrista”

“Abbiamo anche pensato a un nuovo Statuto coerente con le norme del Terzo settore e che da Ente gestore del servizio si diventi un ente di beneficenza. Poi leggo cosa dicono i giornali, che inventano titoloni, che raccolgono le varie opinioni dei leader delle opposizioni, rimango sconcertato: tutti a giudicare e criticare: nessuno di noi ha mai detto che svenderemo a 6 milioni questo bene, mi chiedo a chi giova; se un gruppo di cittadini si mette all’opera per salvaguardare un patrimonio della città e la risposta è pura polemica mi rattrista; questo CdA non ha ambizioni e nessun interesse personale”.

L’impegno continuerà

“Non avete idea la fatica, l’impegno, il tempo dedicato, i costi che stiamo sostenendo; per vostra informazione non siamo pagati e neppure lo vogliamo. Qui mi fermo, ma sono un po’ deluso, mi verrebbe da dire… andate avanti voi perché a me viene da ridere. Vi rassicuro che questo CdA insieme alle persone che stanno collaborando, darà il meglio per contribuire alla risoluzione del “problema Finalpia”, continuando con l’impegno che ha profuso in questi mesi. Cordiali saluti, Giorgio Pagliari”