Una bizzarra bellezza. La mostra apre oggi alle 17.30 alle sale Agello

Quasi un anno di lavoro per realizzare la mostra Una bizzarra bellezza. Emilio Mantelli e la grafica europea che verrà inaugurata oggi, sabato 22 ottobre alle 17.30, presso le sale Agello del Museo Civico di Crema e del Cremasco. L’anteprima di ieri mattina ha reso evidente agli addetti ai lavori l’altissimo livello, oggettivamente di levatura nazionale, ma per certi aspetti non solo, che l’allestimento esprime sia nella qualità delle opere esposte, sia nel percorso artistico che raccontano, sia nella specifica curatela della collocazione delle stesse.

Le dichiarazioni

Oltre 250 pezzi esposti, prestati da 9 enti pubblici e altrettanti collezionisti privati (uno anche cremasco!), un lavoro di ricerca e “banalmente” di trasposto e allestimento (pannelli esplicativi compresi) che ha coinvolto un comitato scientifico di altissimo livello, parte del quale ha curato anche l’eccellente catalogo che accompagna la mostra. Silvia Scaravaggi – “senza il suo contributo questa mostra non avrebbe potuto esistere” – ha aperto il preview di venerdì per poi cedere la parola all’assessore alla Cultura Giorgio Cardile: “Si tratta di un passaggio del testimone; questo traguardo affonda le sue radici nel lavoro della precedente amministrazione ed è una grande soddisfazione vedere come il Museo di Crema raggiunga livelli che lo collocano fra i grandi Museo d’Italia”. L’attuale assessora all’Istruzione e Lavoro Emanuela Nichetti, che in qualità di precedente assessora alla Cultura ha visto nascere questo allestimento. Ha ribadito come la possibilità di “colloquiare con enti pubblici nazionali e con privati che si affidano al museo cremasco ritenendolo garante di qualità e visibilità, conferma il lavoro svolto nel corso degli ultimi anni per giungere a questi livelli d’eccellenza”.

Cosa si può vedere (l’intervento di Edoardo Fontana)

Edoardo Fontana, curatore della mostra (è molto altro ma ci fermiamo qui…) ha quindi illustrato la figura di Mantelli: “Fu un artista che dopo le prime prove con la pittura si spostò con convinzione sulla grafica e, in particolare, sulla xilografia, arte minore, all’interno di una tecnica minore. Celebre, in questo ambito, mentre lavorò, dopo la sua morte – avvenuta per Spagnola nel 1918, nell’ultimo giorno della Prima Guerra Mondiale che visse in prima persona come Ufficiale per tre anni – fu quasi del tutto dimenticato. Eppure il suo eclettismo lo portò a realizzare nei suoi 7 anni di attività oltre 400 matrici che hanno spaziato da un’iniziale eredità stilistica Liberty a un avvicinamento all’Espressionismo – sebbene io lo distinguerei da quello tedesco e dal suo deformismo fisico, Mantelli rimase sempre più legato all’incisione Cinquecentesca – per approdare a un’anticipazione del Decò che esplose in Europa negli anni Venti. Lavorò per editori e per la rivista L’Eroica, nata nel 1911 su iniziativa dell’intellettuale Ettore Cozzani che volle fare di questo periodico che scriveva di arte, uno dei migliori d’Europa. Diverse le copertine firmate da Mantelli, artista da ri-scoprire per il suo talento e per quanto ha lasciato. Molti (alcuni anche in mostra) gli artisti che ne seguirono la lezione”.