Area Omogenea Cremasca. A Gianni Rossoni la bis presidenza

Rossoni al momento dell'elezione a presidente dell'Area Omogenea

A Gianni Rossoni, attualmente sindaco di Offanengo – ma in politica “da 32 anni con incarichi tutti elettivi”, come ha tenuto a puntualizzare – è stata conferita anche la presidenza dell’Area Omogenea Cremasca.
La designazione è avvenuta martedì, nel corso dell’assemblea convocata dal presidente uscente Aldo Casorati nell’aula degli Ostaggi del Comune di Crema, con voto unanime dei tanti sindaci convenuti, eccetto due: Giuseppe Lupo Stanghellini, di Monte, e Davide Bettinelli, di Chieve. Un risultato venuto a formalizzare una scelta maturata nelle due settimane intercorse dalla sua nomina a presidente del Comitato ristretto di indirizzo e controllo della nuova società Consorzio.IT, anch’essa assegnata all’unanimità, eccettuata l’astensione del sindaco di Pieranica Walter Raimondi e la contrarietà – allora manifestando disertando l’incontro e affidando le motivazioni a una nota – dei due colleghi passati in quota Fratelli d’Italia.

Le ragioni del “no” dei sindaci di Monte e Chieve

I quali, martedì, le hanno invece esplicitate in assemblea; chiarendo in premessa che non si tratta di un giudizio sulla la persona di Rossoni, “sicuramente candidato di prestigio, competente e con esperienza”. La contrarietà, ha spiegato Lupo Stanghellini intervenuto a nome anche di Bettinelli, è dovuta ragioni procedurali: la “non condivisione della tempistica”, in quanto “la fretta di concludere tutta l’operazione prima del preannunziato e prevedibile esito delle elezioni politiche del 25 settembre scorso, induce qualche sospetto”; il metodo, essendo stata la soluzione “concordata da alcune (non tutte) segreterie di partito e alcuni (assai pochi per la verità) sindaci, o comunque da un gruppo ristrettissimo di individui”. Ma anche a perplessità sostanziali: se la “società Consorzio.It è il braccio operativo, ovvero l’esecutore delle determinazioni assunte dalla parte politica, cioè l’Area Omogenea – ha evidenziato Stanghellini, avvocato di professione – non v’è chi non veda come le due figure debbano, quanto meno per ragioni di opportunità, rimanere distinte”, per evitare l’evidente e inaccettabile coincidenza del controllore con il controllato. Articolo completo sul giornale di sabato in edicola.