Funerali della Regina Elisabetta II. Arcivescovo di Canterbury: “Esempio raro di leadership cristiana”

Elisabetta II Regno Unito
Foto Ansa/Sir

“Mentre i potenti, di solito, vengono esaltati in vita e dimenticati una volta morti per chi serve Dio la morte è la porta verso la gloria. Sua Maestà ha promesso, a ventun’anni, di dedicare la propria vita a servire la nazione e il Commonwealth. Raramente una promessa è stata mantenuta cosi bene”. Con queste parole il primate anglicano Justin Welby ha cominciato il sermone al funerale della Regina Elisabetta alla Westminster Abbey.
A rappresentare papa Francesco e la Chiesa cattolica, tra gli oltre cento capi di Stato, sarà mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano. Insieme a loro vi saranno al funerale altri leader cristiani come Iain Greenshields, moderatore dell’Assemblea generale della presbiteriana “Church of Scotland”.

Regina Elisabetta II, esempio di leadership cristiana

L’arcivescovo di Canterbury ha parlato della fede della sovrana e di come essa abbia sempre promosso e sostenuto una vita di servizio. Un esempio raro di leadership cristiana perché, di solito, i potenti sono interessati alla fama e al successo.
Il primate anglicano ha anche detto che il re Carlo condivide lo stesso amore per Dio e amore per i sudditi della madre. “Abbiamo ascoltato nelle letture di oggi che Gesù ci dice di essere la via, la verità e la vita. L’esempio che ci ha dato la Regina non proveniva dalla sua posizione o dalla sua ambizione, ma da chi aveva deciso di seguire”, ha detto ancora l’arcivescovo di Canterbury: “So che sua Maestà il re condivide la stessa fede e speranza in Gesù Cristo di sua mamma, lo stesso sentimento di servizio e dovere. Nel 1953 la Regina ha cominciato la sua incoronazione pregando in silenzio proprio lì sull’altare maggiore. Ha giurato fedeltà a Dio prima che chiunque altro giurasse fedeltà a lei. Il suo servizio a cosi tante persone, in questa nazione e nei Paesi del Commonwealth, era radicato nel fatto che seguiva Cristo”.

La preghiera

“Le persone che servono con amore sono molto rare, in qualunque parte della vita. Leader che servono con amore sono ancora più rari” ha proseguito il primate anglicano Welby.
“In ogni caso chi serve sarà amato e ricordato, mentre chi è attaccato al potere e ai privilegi sarà subito dimenticato. Il lutto di questi giorni, sentito non soltanto dalla famiglia della Regina ma dalle nazioni di tutto il Commonwealth e di tutto il mondo, proviene dalla vita abbondante di sua Maestà e dalla sua capacità di servire. La Regina era gioiosa. Ha toccato così tante vite. Oggi preghiamo per tutta la sua famiglia, addolorata come qualunque famiglia che abbia perso una persona casa e per tutte le famiglie che hanno avuto una perdita di questo tipo”.

“Ci incontreremo ancora”

L’arcivescovo di Canterbury ha concluso il sermone ricordando il messaggio diffuso dalla Regina Elisabetta durante la pandemia e le parole utilizzate dalla sovrana – “Ci incontreremo ancora” – tratte dal titolo di una canzone di Vera Lynn, la cantante inglese che, durante la Seconda guerra mondiale, incoraggiava le truppe al fronte con le sue liriche.
“Si tratta di parole piene di speranza”, ha detto Welby: “La speranza cristiana vuol dire l’attesa di cose non ancora viste. Cristo è risorto dai morti e offre la sua vita a tutti, vita abbondante oggi e vita eterna con Dio. Possiamo tutti condividere la speranza della Regina che, in vita e in morte, ha alimentato la sua leadership di servizio”.