Tormentoni musicali. “La dolce vita”: Davide Simonetta racconta la genesi e il messaggio della hit estiva

Davide Simonetta
Foto di repertorio

Come ogni estate, la bella stagione è segnata da tormentoni musicali che fanno cantare e ballare tutti, indipendentemente dall’età. Quest’anno tra i tormenti ce n’è uno che porta la firma del compositore, arrangiatore e produttore musicale cremasco Davide Simonetta, noto anche con lo pseudonimo “d.whale”, che dopo Bambini per strada e Mille ci ha regalato il terzo brano estivo.
Il brano, uscito lo scorso 3 giugno, si intitola La dolce vita ed è cantato da Fedez, Tananai e Mara Sattei.
Non è avvezzo a creare musica per l’estate, ma sembra che Simonetta ci abbia preso gusto a lanciare successi estivi.

La genesi di “La dolce vita”

“In realtà – ha detto nelle scorse settimane, quando lo abbiamo contatto – abbiamo scritto La dolce vita non pensando all’estate: volevamo semplicemente scrivere una canzone, ma quando Federico (Fedez, ndr) ha completato il testo, ci siamo subito accorti che era molto forte per la stagione estiva”.
“Ogni canzone ha la sua storia e questa ha una storia incredibile” ha scritto sul suo account Instagram, all’uscita del brano. La genesi della canzone, infatti, è complessa, quanto particolare.
“La scintilla è nata poco prima di Sanremo, da una melodia che avevo in testa, poi con Fedez, Dargen D’Amico e Paolo Antonacci abbiamo sviluppato il testo, che ha avuto una gestazione lunghissima perché abbiamo cambiato diverse strofe e la struttura. Dopodiché, Federico si è ammalato e, tre giorni prima della sua delicata operazione, ha deciso di cantare il pezzo, con una serie di paure, tra cui quella ‘chissà se, poi, sarò in grado’. Mi ha molto commosso quando è venuto da me in studio, con la moglie Chiara, a registrare le voci del brano. Un momento, tra l’altro, bellissimo, perché Chiara non l’ha mollato un secondo e tra una registrazione di voci e l’altra si abbracciavano. È stato un momento molto bello di musica e vita insieme. Sicuramente una storia che va raccontata”.

“La vita senza amore dimmi tu che vita è…”

Anche il brano in sé nasconde un messaggio profondo. “L’attacco del pezzo dice ‘La vita senza amore dimmi tu che vita è’, che è una grandissima verità nascosta da un substrato di estate e positività. Quella frase l’abbiamo scritta in studio con Federico, sapendo cosa che gli stava succedendo. Avremmo potuto fare mille lenti da piangerci sopra con questa frase, mentre abbiamo scelto di fare un pezzo positivo, perché è lì che nella vita c’è lo switch: quando tutto ti sembra perso, sai che con l’amore e con le persone che ti stanno vicine le cose possono cambiare, sono un conforto”.

La melodia ci porta nel passato: anni ’60

La melodia, invece, riporta indietro alla spensieratezza melodica anni Sessanta, proposta già l’anno scorso con Mille. “Come per il reggaeton, che per sei anni in Italia ci ha proposto un pezzo uguale all’altro, abbiamo deciso di continuare il genere dello scorso anno. Un trend che ha avuto successo, che ci viene abbastanza bene e che ha visto nell’ultimo anno uscire una decina di canzoni Anni ‘60 cercando di ricreare un po’ quello fatto con Mille. La dolce vita, dal canto suo, sembra all’apparenza banale, ma ha una struttura molto particolare: i cantanti si susseguono senza un ordine preciso, come per Fatti mandare dalla mamma di Gianni Morandi dove non individui mai un ritornello. Ogni pezzo è un potenziale ritornello, una particolarità che ricorda i brani anni ‘60 e i Beatles. Poi ha molti strumenti veri, quali il basso e le chitarre e, in parte, la batteria, per cercare di ricreare un po’ di umanità”.

Il trio, un mix di irriverenza e voce fresca

Quanto al trio composto da Fedez, Tananai e Mara Sattei, tutto è nato tra chiacchiere e un bicchiere di vino, come ha spiegato il produttore cremasco.
“Cercare gli interpreti non è mai cosa semplice e a volte proprio il featuring conta quasi quanto una scrittura. Ovviamente non potevano ripetere quanto fatto l’anno scorso. Abbiamo pensato per mesi a chi chiamare, poi, con Federico e il nostro team, Stefano Clessi e Paolo Antonacci, abbiamo individuato la squadra da scegliere. Tananai è un artista che abbiamo in casa, che abbiamo coltivato dal giorno zero e che, oltre ad avere un’attitudine alla strofa e al rap, dava al brano una sorta di irriverenza che un altro artista non avrebbe potuto dare. Mara Sattei, invece, è una bella voce fresca, originale, nuova”.

La vita senza amore? Pezzetto? No, La dolce vita

Trovare il titolo della canzone non è stato altrettanto facile. “Il titolo, nella mia visione romantica, era La vita senza amore, poi Fedez e Stefano Clessi hanno avuto l’intuizione che probabilmente il titolo, detto così, poteva avere un’accezione negativa. La vita senza amore, in estate, poi… Tananai, invece, aveva proposto Pezzetto. Quando l’ha detto, eravamo in studio e siamo scoppiati a ridere. Era convinto. Dopo dieci minuti qualcuno ha anche detto ‘Ma non è neanche male’, ma con quel titolo avrei ritirato il brano. L’atmosfera della dolce vita, invece, aleggiava sempre, soprattutto nell’intro orchestrale e morriconiana”.