Permessi di soggiorno, Italia registra il maggior aumento

“In Italia è stato registrato il maggiore aumento relativo del numero totale di permessi di soggiorno rilasciati nel 2021 rispetto al 2020: +159% (da 105.700 nel 2020 a 274.100 nel 2021)”. L’Italia, secondo uno studio di Eurostat diffuso oggi, è stata seguita dalla Finlandia (+132%; da 24.800 a 57.300) e dalla Polonia (+62%; da 598.000 a 967.300). “Le uniche diminuzioni del numero totale di permessi rilasciati nel 2021 rispetto al 2020 si sono invece registrate in Germania (-41%; da 312.700 nel 2020 a 185.200 nel 2021), Lituania e Croazia.

I PERMESSI RIASCIATI NELL’UNIONE

Nel 2021 sono stati rilasciati nell’Unione europea quasi 3 milioni (2.952.300) di primi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari. “Il numero è aumentato del 31% (+693.700) rispetto al 2020, raggiungendo il livello pre-pandemia osservato nel 2019 (2.955.300)”. Queste informazioni provengono dai dati sui permessi di primo soggiorno pubblicati da Eurostat.

Il ministero dell’Interno italiano chiarisce che “il permesso di soggiorno consente agli stranieri e agli apolidi presenti sul territorio dello Stato di soggiornare in Italia, alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa vigente”. Chi arriva ad esempio in Italia per la prima volta ha 8 giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato di tempo per chiedere il permesso di soggiorno “che deve essere richiesto al Questore della provincia in cui lo straniero intende soggiornare, in determinate ipotesi, anche tramite gli uffici postali abilitati”.
Eurostat attesta che “i motivi di lavoro hanno rappresentato il 45% di tutti i primi permessi di soggiorno rilasciati nel 2021, con 1,3 milioni di permessi. Si tratta di un aumento del 47% (+429.100) rispetto al 2020. Si tratta inoltre del maggior numero di permessi rilasciati per motivi di lavoro dall’inizio della serie storica”.

PERMESSI DI SOGGIORNO PER MOTIVI FAMILIARI

I motivi familiari hanno invece rappresentato il 24%; i motivi di istruzione il 12%; mentre altri motivi, inclusa la protezione internazionale, hanno rappresentato il 19%.
Oltre all’aumento del numero dei permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro, anche gli altri principali motivi hanno registrato un aumento nel 2021 rispetto al 2020: 42% per motivi di studio (+105mila), 14% per motivi familiari (+88.600) e il 15% per altri motivi, inclusa la protezione internazionale (+71.000).
Nel 2021, la Polonia ha rilasciato un terzo di tutti i primi permessi di soggiorno concessi nell’Ue a cittadini non Ue, seguita dalla Spagna e dalla Francia.

PERMESSI DI SOGGIORNO PER LAVORO

La Polonia è in cima alla lista dei primi permessi di soggiorno legati al lavoro, con 790.100 permessi rilasciati nel 2021, “che rappresentano il 27% di tutti i primi permessi rilasciati nell’Ue”.  “La Francia ha rilasciato il maggior numero di permessi relativi all’istruzione (90.600 permessi, ovvero il 3%)”. I Paesi dell’Ue con il maggior numero di permessi rilasciati per motivi familiari nel 2021 sono stati la Spagna (159.200, pari al 5%), l’Italia (120.500, pari al 4%) e la Francia (93.300, pari al 3%). La Polonia è stato anche il primo paese dell’Unione a rilasciare permessi di soggiorno per altri motivi, con 120.500 permessi (4%) rilasciati nel 2021.
875.800 ucraini hanno ricevuto i primi permessi di soggiorno nei Paesi dell’Ue nel 2021, “il che li rende il gruppo di cittadinanza più numeroso tra tutti i beneficiari (di cui l’83% è stato rilasciato dalla Polonia). Seguono cittadini del Marocco (150.100 permessi, di cui il 50% rilasciati in Spagna) e della Bielorussia (149.000, di cui l’88% in Polonia)”. I cittadini di questi Paesi hanno rappresentato il 40% di tutti i primi permessi di soggiorno rilasciati nel 2021.
Tra le prime 10 nazionalità cui sono stati concessi i permessi nell’Ue nel 2021, il lavoro è stato il motivo principale dei permessi rilasciati a ucraini (88% di tutti i primi permessi di soggiorno), bielorussi (47%), indiani (41%) e russi (35%). La famiglia è stata la ragione prevalente per i permessi concessi a marocchini (59%), brasiliani (41%) e turchi (33%) e permessi per l’istruzione sono stati rilasciati principalmente a cinesi (43%) e americani (32%). Altri motivi erano predominanti per i siriani (74%).