Politica. Beretta a 360°: “Le mie proposte costruttive per Crema”

“Mi sono astenuto sulle ultime variazioni di Bilancio approvate dalla Giunta Bonaldi. Per buonsenso. Senza la presenza dell’ex sindaco nell’attuale Consiglio comunale venivano a mancare i presupposti politici per un voto contrario. Avessi condiviso le variazioni avrei votato a favore. Astenendomi ho lasciato il campo aperto a valutazioni critiche che non ho fatto mancare in sede istituzionale. Quindi un scelta maturata”.
Così, Simone Beretta, commenta le proprie decisioni dell’ultima assise pre-vacanziera di Sala degli Ostaggi. “Io interpreto così il mio ruolo di minoranza. Pensando e proponendo. Come ieri, sempre costruttivo. Anche se decidere non tocca a me; altri hanno vinto e hanno diritto a governare”.

Taglio dei costi possibile

“Non condivido si sia utilizzato l’avanzo di amministrazione per pareggiare il Bilancio di parte corrente a copertura dei maggiori costi dovuti soprattutto agli aumenti energetici dopo la guerra di Putin all’Ucraina. Avrei preferito si trovassero le risorse necessarie attraverso un taglio lineare dei costi in attesa di definire una revisione strategica del loro contenimento, soprattutto quelli relativi alla spesa sociale, che continuo a ritenere eccessiva rispetto ai bisogni da soddisfare”.

Co-progettazione, mutui e riscossioni Ica

Anche in aula il consigliere indipendente a fine luglio ha sostenuto che la co-progettazione è buona cosa, “ma applicata male”. A suo parere, rimettendo a gara tutta una serie di servizi, pur in un quadro definito di cogestione, “risparmieremmo già lì alcune centinaia di migliaia di euro”. Dall’ex forzista anche l’accusa di responsabilità “per non avere attinto a nuovi mutui che il nostro Bilancio di parte corrente era ed è in grado di sostenere”.
Beretta, poi, ritiene anche che le riscossioni oggi in mano all’Ica debbano rientrare in Comune. “Altre centinaia di migliaia di euro che in un sistema digitalizzato potrebbe essere sostenute dall’Ente senza particolari aggravi sul costo del personale”.

Farmacie comunali da vendere

L’esperto consigliere torna anche sulla vendita delle Farmacie comunali, “che oltre a perdere di smalto man mano che passa il tempo, non svolgono più alcuna funzione caratterizzante di tipo sociale”. In tal caso “qualche milione di euro che entrerebbe nelle casse comunali. E perché non valutare l’affitto o la vendita della palazzina che Afm  starebbe per costruire per gli spazi necessarie alla ‘farmacia’ dell’Asst?”. Proposta che merita un approfondimento.
I margini di utile delle farmacie comunali “sono nettamente inferiori rispetto a quelli del privato, quindi non in grado a reggere sul piano della competitività, tranne decidere di andare in rosso”.

“Sprovincializziamoci”

Dal consigliere di Crema non è uno slogan, infine, l’invito a “sprovincializzarci. Facciano  subito le toilette per i turisti. Evitiamo che l’Ansa riprenda la notizia. Investiamo. Solo così creeremo posti di lavoro, riducendo la povertà. Oltre a dare maggiore dignità alle persone e alle famiglie. Il futuro dietro l’angolo potrebbe non essere roseo come qualcuno continua a sperare”.