Taiwan. La visita di Nancy Pelosi crea tensione: Cina e Russia “protestano”

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Foto Ansa/Sir

Tensione alle stelle a Taiwan e nello stretto di mare che la divide dalla Cina per la visita ieri e oggi (2 e 3 agosto) della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. Una visita che ha scatenato l’ira di Pechino, che ha risposto inviando i suoi jet nello Stretto e annunciando manovre militari sull’isola.

Cina e Russia protestano

La Cina accusa gli Stati Uniti di “azioni provocatorie” e per ripicca sospende le importazioni di una serie di prodotti da Taiwan. Anche la Russia protesta. “Washington sta destabilizzando il mondo”, scrive su Telegram la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, mentre il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che la visita di Nancy Pelosi “ha un carattere puramente provocatorio”.
Ma a Tapei, mentre Russia e Cina protestano, in mare si preparano le esercitazioni militari e jet sorvolano i cieli, Stato Uniti e Taiwan si stringono le mani, saldando un’amicizia forte e di lunga durata.

Taiwan, partner degli Usa. Stati Uniti, sostenitori della democrazia di Taiwan

Nel suo incontro con la presidente Tsai Ing-wen, Nancy Pelosi riceve un’onorificenza per gli sforzi profusi nella collaborazione tra Washington e Taipei.
Tsai ha detto di ritenere Pelosi “una autentica amica” di Taiwan, rimarcando che l’isola “è un partner affidabile degli Usa” e che “nessuna minaccia militare ci potrebbe far arretrare”. Da parte sua Pelosi conferma di essere venuta sull’isola per onorare “l’incrollabile impegno dell’America nel sostenere la vivace democrazia taiwanese” e assicurare che gli Stati Uniti “non abbandoneranno il proprio impegno nei confronti di Taiwan”.
In tardissima serata è arrivata la notizia che il ministero degli Esteri cinese ha convocato l’ambasciatore Usa a Pechino, Nicholas Burns, esprimendo “forte opposizione e ferma condanna”.