Co-progettazione 0-6. Raccontiamo il bambino di oggi…

Raccontiamo il bambino di oggi, cittadino di domani, è il titolo del documento, una sorta di quaderno esperienzale realizzato all’interno del percorso di co-progettazione nei servizi comunali per l’infanzia 0-6 della città di Crema. Hanno lavorato allo scritto Emilia Caravaggio, coordinatrice della scuola dell’infanzia “Casa dei bambini” Iside Franceschini, Silvia Fiorentini, coordinatrice asilo nido comunale sede di via Braguti, Barbara Fioroni coordinatrice asilo nido Ats Impronte Sociali Cooperativa Sociale Igea, Sara Posatini coordinatrice asilo nido comunale sede di via Dante/Pesadori in co-progettazione con Ats Impronte Sociali, con la supervisione di Sabina Gandellini, pedagogista, docente presso l’Università di Milano Bicocca e con la collaborazione di Elisabetta Mariani, funzionaria dei Servizi Educativi.

I contenuti

“Si tratta di un documento di partenza per l’applicazione della pedagogia montessoriana nei nidi e nelle scuole dell’infanzia – spiegano Fiorentini e Mariani –. Abbiamo avviato un tavolo di confronto per la realizzazione di questo documento già nel 2019.Dopo il rallentamento e la sospensione a causa del Covid, i lavori sono ripresi e la stesura di questo documento, che vuole essere una sorta di quaderno operativo, da consultare e anche aggiornare, è stata realizzata sia dagli operatori del servizio pubblico sia dai partner privati, sempre in un contesto di co-progettazione”.
Da dove è nata l’idea della necessità di realizzare questo documento, che verrà poi distribuito nei nidi e scuole dell’infanzia del territorio?
“Premettiamo che si tratta di un punto di partenza, non di arrivo e che siamo assolutamente aperte al confronto perché non si vuole di certo imporre nulla. Tuttavia, partendo dal metodo montessoriano, già seguito da alcuni asili nido e scuole dell’infanzia, nonché classi di primarie della città, si è inteso mettere il bambino al centro. Questo significa non proporre le consuete riflessioni sulla pedagogia motessoriana, già ben nota, piuttosto porre lo sguardo sulla realtà, sulla quotidianità dei bambini descrivendo anche cosa fanno, come si muovono all’interno del nido o della scuola, partendo da un’osservazione diretta. L’impegno nella stesura del testo è stato anche messo nella ricerca dei termini da utilizzare, delle parole giuste affinché trasudassero il significato di quell’azione e non fossero banali”.
Quale bambino emerge da questo documento?
“Un bambino unico, e sull’unicità di ciascun bimbo come risorsa, abbiamo lavorato. Abbiamo messo in evidenza, ad esempio, la specificità di alcuni momenti, dalla capacità dell’accoglienza del bambino da parte dell’adulto, dai professionisti che lavorano per questa fascia d’età. Leggendo l’indice del documento si può ben comprendere come ci siamo mosse”.

Alcune citazione

Dopo un’introduzione nella quale Gandellini parla di “cucire insieme tante piccole e grandi storie di quotidiana vita mediante un unico filo narrativo, la voce del bambino”, il documento narra dell’accoglienza del bambino e della famiglia; fare del bambino e l’autoregolazione, l’attività di vita pratica, l’esperienza dell’errore; e ancora la cura, il rapporto con l’educatrice/maestra, dalla continuità di saperi al fare insieme.
Leggere alcune storie della quotidianità dei bambini, raccolte e stese dalle educatrici e maestre fa comprendere lo spessore di questo ‘quaderno’: come si approcciano ai giochi, come li gestiscono, l’attività pratica, ma anche la scelta degli spazi, il materiale, il tavolo di lavoro.

“L’amministrazione comunale ha creduto molto in questo percorso e lo ha sostenuto; Crema è capofila nel progetto Sicuri nel nido, finanziato a più riprese anche da Regione Lombardia tramite Ats e da settembre verrà attivato un coordinamento tra i coordinatori distrettuali, per un costante confronto su questi temi” spiegano Fiorentini e Mariani, che ribadiscono come il documento – che si avvale di una copertina molto esplicativa che mostra un bimbo che ‘costruisce’ mattone per mattone il suo futuro, realizzata da Ottavia Francesca Cremonesi, studentessa Naba Milano – sia una base di riferimento da cui partire, certamente non un approdo.

Si legge nelle conclusioni al documento: “Con lo stesso spirito di confronto e di condivisione, animate dalla passione per il nostro lavoro e sostenitrici di quell’idea di ‘bambino-persona’ propria del pensiero montessoriano, noi coordinatrici del sevizio 0-6 anni della co-progettazione, supportate da una preziosa supervisione pedagogica, ci siamo date appuntamento (a partire dal settembre 2019 a tutt’oggi) per intrecciare le esperienze e i saperi professionali, nostri e dei rispettivi gruppi di lavoro, dando vita al documento […]. Ne è scaturita l’occasione per sostenerci reciprocamente […]. Abbiamo aperto un importante spazio di riflessione per ‘ri-mettere il bambino al centro’, a partire dai suoi bisogni, dalle sue risorse e anche dalle sue fatiche, aiutandolo a trasformare quest’ultime in occasioni di crescita e apprendimento”.

Alla luce di queste premesse riteniamo che il documento steso da questi protagoniste dell’educazione 0-6 anni sia di profonda e significativa importanza. Non mancheremo di tornare su questo argomento e di proporre alcuni contenuti, utili anche, se non in primis, per i genitori.