Sacro Cuore. Festa di vescovo e sacerdoti a Crema Nuova

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Bella e grande festa del Sacro Cuore di Gesù oggi, venerdì 24 giugno. Quel cuore da cui sono sgorgati, sulla croce, sangue e acqua, segni dei sacramenti della nostra salvezza.
Giornata anche di preghiera per la santità dei sacerdoti. Per questo, questa sera alle ore 21, presso la chiesa parrocchiale di Crema Nuova, dedicata appunto al Sacro Cuore, i presbiteri cremaschi si sono trovati a celebrare l’Eucarestia assieme al loro vescovo mons. Daniele Gianotti.
Eucarestia celebrata sul piazzale antistante la chiesa con un notevole concorso di fedeli. La liturgia è stata accompagnata dal coro parrocchiale.

SALUTI INIZIALI 

All’inizio mons. Gianotti ha salutato alcuni ospiti presenti alla liturgia: il diacono don Cosimo della diocesi di Aci Reale, che sta vivendo l’esperienza di un anno presso una casa della Papa Giovanni a Montodine e il sacerdote padre Erick della diocesi di Esquintla (Guatemala), battezzato da don Pino Lodetti.
Un saluto anche a due seminaristi provenienti dal Mianmar, dalla diocesi benedetta dal martirio di padre Cremonesi. In quel Paese la situazione è drammatica e per questo il Vescovo locale ha chiesto di accogliere alcuni suoi seminaristi in Italia, nel seminario del Pime a Monza, perché compiano i loro studi in serenità. Sono ospiti anch’essi a Montodine per alcuni giorni. 

Alcune parole sulla bontà

“Le letture della Messa di oggi – ha detto il vescovo Daniele all’omelia – convergono sull’immagine del Buon Pastore.” Ha proposto quindi di riflettere brevemente sulla bontà. Nel Sacro Cuore di Gesù infatti si rivela la bontà di Dio.
“Cosa vuol dire essere un Cristiano buono?”, si è chiesto. “Oggi – ha continuato – spesso la bontà è screditata, la si intende come un atteggiamento di passività, di non coraggio.”
Nella Bibbia si proclama molte volte la bontà di Dio. E ci scandalizza il modo con cui questa bontà prede volto in Gesù… quando si rallegra più per un peccatore pentito più che per 99 giusti (come racconta il Vangelo della Messa del Sacro Cuore); o quando muore in croce per i peccatori, come ricorda san Paolo”.

Quattro tratti della bontà

Il Vescovo di Crema, poi, ha richiamato quattro tratti della bontà:

– Uomo buono è chi ha una buona visione della vita ed è capace di favorire tutto ciò che la sviluppa.
– Un secondo tratto della bontà è la forza: per essere buoni spesse volte bisogna essere forti nell’affrontare situazioni difficili.
– La bontà ha bisogno di umorismo per saper cogliere i lati bizzarri che la vita e le persone portano in sé.
– La bontà, infine è silenziosa: non parla molto, non fa chiasso con statistiche e analisi. Quanto più è forte, tanto più è silenziosa.

Concludendo, mons. Gianotti ha invitato tutti ad essere sempre più buoni.
Al termine della Concelebrazione, la parrocchia ha offerto un rinfresco a tutti i presenti.