Santissima Trinità. Don Paolo Rocca commenta il Vangelo

Missione
Don Paolo (secondo da sinistra) durante il pellegrinaggio delle giovani di Ismael Cortinas alla Cattedrale di San José

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Il commento di don Paolo Rocca

Domenica scorsa nella Pentecoste Gesù ci aveva detto che lo Spirito Santo ci avrebbe ricordato ogni sua parola; mi piaceva pure leggere che lo Spirito ci avrebbe riaccordato (noi, suoi strumenti, che a volte siamo un po’ scordati). Dio non è un essere solitario e noioso. Dio è musica, gioia, festa. Così si esprimono i nostri fratelli d’Oriente quando dicono che la Santissima Trinità è “pericóresis”, cioè “DANZA”. Dio che salta di gioia in una danza eterna d’amore. Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo. Dio è famiglia, Dio è Comunità. Dio è estasi d’amore. Il Padre si dona totalmente nel Figlio. E il Padre e il Figlio si donano allo Spirito Santo in un abbraccio di unità.

IL PADRE

È la fonte e l’origine di tutto e tutte le musiche. Ci ha creati e resi capaci di ascoltare e suonare buona musica ma a volte non ce la facciamo. Dio ci ha creati liberi, con la capacità di decidere da soli ed ha corso il rischio che alcune creature create a sua immagine e somiglianza potessero dirgli: NO. E questo si chiama peccato. Dire no a Dio è non voler ascoltare la sua musica, non voler entrare in sintonia con Lui, non credere che Dio sia capace di renderci felici e cercare la felicità da soli.

IL FIGLIO

Il Padre, in uno slancio di generosità, per realizzare il suo progetto, ci ha dato quanto di meglio aveva, suo Figlio, perché la musica di Dio risuonasse ancora una volta nel nostro mondo. La musica di Dio è amore. E Gesù ha cantato questa musica in una tonalità maggiore e una tonalità minore. In tono più alto quando parlava di Dio, suo Padre, che ha messo tutto nelle sue mani. “Tutto ciò che è mio è tuo”. Ma ha anche cantato in tono minore quando Dio viene ai suoi e i suoi non lo ricevono; quando gli uomini preferiscono le tenebre alla luce. Tuttavia, Gesù sogna un mondo di fratelli, con un’umanità come una grande famiglia. Ma questo era troppo rivoluzionario e lo hanno ucciso. Hanno ucciso il suo corpo, ma non la sua anima, né i suoi sogni, né la sua musica. Risuscitando tutto riparte con nuova forza. Per questo ci manda il suo Spirito.

LO SPIRITO SANTO

È incaricato di prendere la bacchetta in questa orchestra e di far risuonare in questo mondo “il canto gioioso” della vita e la melodia della fratellanza. Inoltre, da buon direttore d’orchestra, deve accordare costantemente alcuni strumenti e musicisti che perdono il tono, che sono troppo stonati. Siamo stonati quando continuiamo a credere che Dio è un essere lontano, che condanna e punisce e non un Padre che accoglie, perdona e accarezza. Siamo stonati quando vogliamo comprare Dio con la nostra fatica e le nostre opere e non ci rendiamo conto che Lui è libero, e che non possiamo comprarlo con niente. Siamo stonati quando non ci amiamo, quando non cerchiamo l’unità e quando non gettiamo o non siamo “ponti”.

Auguriamoci di iniziare e terminare la nostra giornata sempre con il gesto che ci rende tutti trinitari: il segno della croce; così da poterci accordare, suonare, cantare e danzare la musica di Dio!

don Paolo Rocca,
sacerdote Fidei Donum
in Uruguay