Ucraina. Scaglione, “si dovrebbe aspettare la fine della guerra per l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato”

Ucraina
Un carro armato russo (foto di repertorio)

“Il tradizionale asse franco-tedesco, che in qualche modo faceva da spina dorsale politica dell’Unione Europea, è stato messo da parte dall’asse Polonia e Paesi baltici hanno costruito con Regno Unito e Stati Uniti. È evidente che la Germania non è contenta di ciò che sta succedendo ,ma non può tirarsi indietro. Questa è una delle tante trasformazioni che questa guerra disgraziata e insensata ha prodotto”.
È quanto evidenzia Fulvio Scaglione, per anni corrispondente da Mosca, commentando al Sir l’attuale fase dell’invasione russa in Ucraina ormai giunta all’ottantesimo giorno.

Adesione alla Nato di Finlandia e Svezia: si accende il dibattito

In questi giorni si è acceso il dibattito internazionale relativamente all’adesione alla Nato di Finlandia e Svezia.
“A prescindere da qualche dissenso che si è già manifestato – da Turchia e Croazia –, credo che l’adesione della Svezia, ma soprattutto quella della Finlandia alla Nato sia in questo momento una cosa logica e giusta, più che comprensibile se uno si mette nei panni degli abitanti dei due Paesi che si sentono particolarmente esposti, ma non di meno forse non quella migliore da fare”.
Il giornalista elenca “diverse ragioni, che non attengono tanto alla reazione della Russia che con Lavrov e Medvedev ha fatto capire la sua scontentezza per la decisione”.

Per Scaglione “non una brillantissima idea”. Bisognerebbe attendere

“Finlandia e Svezia – spiega – hanno da tempo una partnership molto stretta con la Nato pur non essendone ancora membri. In più, la sicurezza di entrambi i Paesi può essere garantita in altro modo; Boris Johnson, per esempio, ha siglato con i due Paesi accordi di sicurezza reciproca”.
Secondo Scaglione “portare oggi la Nato a contatto con la Russia per altri 1.340 km, tanti sono quelli del confine tra Russia e Finlandia, ritengo non sia una brillantissima idea. Credo che almeno si sarebbe dovuto aspettare la fine della guerra in Ucraina”.
“Quando Medvedev, seppur con fare minaccioso, dice che aumentare di 1.340 km il confine diretto tra Nato e Russia rischia di accendere nuove tensioni e fa aumentare il pericolo di uno scontro, dice la verità”, sottolinea il giornalista.