Ucraina. Il Vescovo Kharkiv-Mariupol: “La gente viene messa negli autobus, ma molti spariscono”

Ucraina
Mariupol, distruzione causata dai bombardamenti (Foto Chiesa greco-cattolica ucraina)

“La gente viene messa sugli autobus, ma molti spariscono. Spariscono i pulmini dove sono caricate le persone e nessuno sa ora dove li hanno portati. C’è la possibilità che siano andati nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Questi corridoi sono pericolosissimi per la gente perché non si sa dove portano, chi riesce a passare e dove finiscono”.
È la denuncia gravissima che il vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia, mons. Pavlo Honcharuk, ha voluto condividere con grande preoccupazione oggi con il Sir.

I corridoi umanitari organizzati dall’esercito russo

La città di Mariupol fa parte della diocesi cattolica latina di Kharkiv, “ma purtroppo da tempo – racconta il vescovo – non abbiamo informazioni dirette su quanto sta accedendo nella città”.
Il Vescovo mette in guardia sui corridoi umanitari organizzati dall’esercito russo e parla di “cose strane” che succedono. “Fanno vedere di mettere in salvo le persone, ma la verità non è questa. La verità è che fanno uscire le persone dai posti in cui si nascondevano, li portano in un centro dove rimangono due o tre giorni,e lì fanno controlli”.
Il Vescovo usa il termine “filtraggio”. A quel punto diventa tutto molto poco chiaro. C’è chi passa, chi rimane e chi viene portato via.
Addirittura, mons. Honcharuk racconta che “arrivano soldati russi, vestiti da ucraini. Dicono ‘Slava Ukraïni!’ e chi risponde ‘Herojam slava!’ viene ucciso. Questi corridoi sono corridoi di controllo e morte”.

Continua l’evacuazione da Mariupol

“Le persone hanno paura. Non fanno sapere dove sono. Questo significa che è pericolosissimo. Ho parlato con qualche persona e mi ha raccontato che era pericoloso per la vita far sapere dove erano. Hanno anche paura di accendere il cellulare perché temono di essere localizzati e di venire uccisi. È una situazione difficile e pericolosa”.
Oggi, con un post su Telegram, il presidente ucraino Zelensky ha annunciato che si è conclusa la seconda fase dell’operazione di evacuazione da Mariupol.
344 persone sono state salvate dalla città e dai suoi dintorni. I civili evacuati sono partiti per Zaporizhzhia, dove un team del governo si prepara a incontrarli insieme alle oltre 150 persone che sono state evacuate ieri dall’Azovstal. Tutti riceveranno l’aiuto necessario. “Sono grato a tutti coloro che sono coinvolti nel rendere l’operazione di evacuazione un successo. Siamo d’accordo e speriamo di continuare a salvare le persone dall’Azovstal da Mariupol “, ha aggiunto facendo un bilancio del 70° giorno di guerra.

La vicinanza di papa Francesco

Il Vescovo confida di non sapere a chi rivolgere il suo appello. “Chiedo aiuto a chiunque può aiutare. Ma non sappiamo a chi fare questo appello concretamente”.
Il pensiero va quindi al Papa: “Papa Francesco ha fatto tutto il possibile per salvare la gente a Mariupol, anche di più di quello che poteva umanamente fare. Noi lo sappiamo e sentiamo che lui sta facendo tutto il possibile e gli siamo grati”.

Il Vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia: “La Chiesa rimane vicina alla sua gente”

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, il Vescovo non ha mai abbandonato la città di Kharkiv. I bombardamenti – racconta – sono continui, “tutto il tempo” e con il passare dei giorni la situazione sta diventando “troppo difficile per la popolazione. La gente è stanca di vivere in questa sofferenza, senza sapere cosa succederà dopo. Secondo le autorità locali un milione di persone è rimasto ad Kharkiv. La Chiesa rimane vicino alla sua gente. C’è una grande richiesta di medicine per il cuore, la pressione. Molti chiedono anche tranquillizzanti, aiuti cioè per l’ansia e il panico. Hanno bisogno anche di cibo e di vestiti. Per fortuna gli aiuti umanitari arrivano”.