A Santa Maria il pellegrinaggio diocesano

Panoramica del piazzale antistante la basilica di Santa Maria durante il pellegrinaggio diocesano

Questa sera finalmente è stato organizzato il pellegrinaggio diocesano a Santa Maria della Croce, dopo due anni di stop per via della pandemia. Il 3 maggio è giorno del primo miracolo al bosco del Novelletto. L’apparizione della Madonna a Caterina degli Uberti era venuta il mese precedente, il 3 aprile.
Tanti i fedeli che hanno risposto all’invito del vescovo Daniele che ha presieduto la celebrazione, nella piazza san Giovanni Paolo II, davanti alla basilica di Santa Maria.
Anche il tempo è stato favorevole: una leggera pioggia alcune ore prima aveva fatto temere  di dover celebrare il pellegrinaggio all’interno del santuario.

La processione è partita dalla Colonia Seriana verso la basilica di Santa Maria alle ore 20.45. È seguita la celebrazione della Santa Messa della festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo, concelebrata da numerosi sacerdoti. L’intenzione della serata di preghiera, la pace in Ucraina, nel mondo intero e in tutti i cuori.
Al termine dell’Eucarestia il vescovo e i sacerdoti si sono recati nello scurolo della basilica per la preghiera di affidamento alla Madonna, Regina della pace.

LE PAROLE DEL VESCOVO A SANTA MARIA

Commentando il Vangelo, il vescovo Daniele ha fatto notare che solo incontrando il Figlio, noi incontriamo il Padre. Perché il Padre non può essere conosciuto se non nella donazione di sé al Figlio e donandoci il Figlio. Il Padre vuole essere riconosciuto nel dono del Figlio e il Figlio come immagine perfetta del Padre: l’uno e l’altro sono una cosa sola nello Spirito.
“È la nostra fede trinitaria, ha detto mons. Gianotti. Ma come questa logica potrebbe ispirare di più la nostra vita – si è chiesto – visto che siamo creati a immagine di Dio?”
“Questo gioco divino – ha spiegato – fa sì che non dobbiamo cercare soddisfazione in noi singolarmente, ma dobbiamo decentrarci per trovare il bene nel rapporto con l’altro. La Madonna è profondamente umile, non propone se stessa, chiede di benedire Dio e ci invita a guardare al suo figlio. E il segno definitivo del nostro legame a Gesù è il nostro amore vicendevole: questo è il divino decentramento!

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