Cremasco. Agguato e pestaggio, sette arresti

A fine gennaio, nella campagna tra Romanengo e Ricengo il pestaggio. Ieri, a distanza di tre mesi, gli arresti dei presunti autori. Si tratta di sette indiani, due dei quali al momento irreperibili, che avrebbero picchiato a sangue un connazionale. Il motivo sarebbe da ricondurre, oltre a precedenti dissapori, al controllo del territorio.

L’agguato

L’agguato, come lo hanno definito la Polizia che ha condotto le indagini coordinate dal Pm Francesco Messina e il Gip Elisa Mombelli che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere, avvenne nella sera del 29 gennaio quando il 30enne stava attendendo un amico nelle vicinanze di Bottaiano. Arrivarono invece sette connazionali che sarebbero riusciti a sequestrarlo in auto e, dopo averlo portato in aperta campagna, a percuoterlo pesantemente. Sanguinante lo avrebbero lasciato davanti all’ospedale di Crema dove è stato medicato e dove ha ricevuto la prima visita della Polizia, dalla quale è partita l’indagine.

L’indagine

Una minuziosa attività ha consentito alla Polizia di Cremona, Crema, Bergamo e Lodi di identificare i presunti autori in sette indiani per la maggior parte bergamini. Su di loro si sono concentrate le attenzioni. Le verifiche sui loro spostamenti, effettuati attraverso le più moderne tecnologie, hanno consentito agli inquirenti di ipotizzare che fossero proprio loro gli assalitori. È arrivata così la decisone della Procura Cremonese che ha dato il via libera agli arresti compiuti nella giornata di ieri, giovedì 28 aprile. Due dei presunti aggressori, però, sono riusciti nel frattempo a far perdere le proprie tracce, probabilmente fuggendo all’estero. Gli altri, indiani di età compresa tra 25 e 40 anni, sono stati condotti in carcere con l’accusa di sequestrato e pestaggio del connazionale.