IV domenica di Quaresima. Don Cristofer commenta il Vangelo. Gesù c’è sempre per tutti

Vangelo
Il ritorno del figlio prodigo in un dipinto di Rembrandt

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-3.11-32

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.
Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”.
Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.
Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i
miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”.
Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Il commento al Vangelo

Questo brano di Luca, che si trova al Capitolo 15 del suo Vangelo, può avere diversi titoli in base all’accento che si vuole dare: Parabola del Padre buono; la Parabola del figliol prodigo; la Parabola della mancata fraternità.
L’antefatto su cui non si può passare oltre è che il figlio minore, quello più piccolo, chiede al Padre parte di quell’eredità per poter andarsene da casa. Quella metà dell’eredità che gli spetterebbe al momento della morte del Padre.

Il rapporto difficile tra fratelli

Dopo questi fatti e le peripezie di questo figlio ingrato il brano ci riporta la reazione del Padre all’arrivo del figlio che si era smarrito, ma anche la reazione del figlio maggiore con il Padre. Questo astio, questo odio che si sente fra i figli ci riporta alla mente anche a quel brutto rapporto dei figli dei primi genitori (Adamo ed Eva) che erano Caino e Abele; fatto del tutto simile la Scrittura ce lo riporta anche nell’episodio dei figli di Abramo, fra Ismaele e Isacco; altro episodio è fra i figli di Isacco, cioè Giacobbe ed Esaù.
Questo rapporto difficile tra fratelli come abbiamo appena detto è parte della natura dell’uomo e della donna e della storia come sottolinea anche Gesù.

Gesù c’è sempre per tutti

Sarebbe interessante provare a fermarci verso la metà del brano e tentare di riscrivere il finale, cercando di riportare la nostra idea di come dovrebbe risultare la situazione. Credo che uscirebbero molte cose, tutte interessanti ma il perdono come ne esce? Mentre il Padre ne uscirebbe buono, stolto oppure…?
Il brano di cui parliamo si presta a questo esercizio che sembra banale, ma rivela come la pensiamo.
Teniamo però conto che Gesù proponendoci questo tipo di discorso e questa parabola desiderava mostrare quale immagine di Dio lui ha. Gesù ci propone l’idea di un Padre che abbraccia tutti! Nonostante per le incoerenze, errori e bruttezze o anche se pensiamo che Dio non ci accolga più.
Gesù di fronte ai farisei e agli scribi che avevano ancora l’idea di un Padre tiranno, Gesù presenta un Padre dall’amore smisurato.
Cogliamo l’occasione per metterci dentro a tutta questa situazione e con verità proviamo a capire cosa faremmo noi, ma ricordandoci che Gesù c’è sempre per tutti e in qualsiasi momento. Avanti tutti in questo periodo di Quaresima e buona domenica della gioia!

Don Cristofer Vailati