Emergenza profughi: in Sala Ostaggi il sindaco ha fatto il punto con Caritas e Comuni

Riunione straordinaria in Comune ieri nel tardo pomeriggio. Tema l’accoglienza dei profughi ucraini. Con il direttore della Caritas della Diocesi di Crema, Claudio Dagheti, e il dirigente dei Servizi sociali cittadino, insieme anche ai sindaci cremaschi, il sindaco Stefania Bonaldi ha trattato il tema complesso e delicato dell’accoglienza dei profughi dall’Ucraina.
“A oggi, ma va sempre precisato che questo dato è dinamico e corrisponde alle situazioni già conosciute dai nostri Comuni o da Caritas (sicuramente ce ne sono di non ancora censite) contiamo 182 persone arrivate nel Cremasco (mamme, nonne, ragazzi, bambini), una ventina di appartamenti messi a disposizione per l’ospitalità (pubblici e privati) e 124 famiglie cremasche che si sono proposte di accogliere profughi in casa propria”, ha spiegato Bonaldi.

Aspetti organizzativi da coordinare

“Era importante allinearci sugli aspetti organizzativi e sui flussi di comunicazione non solo per intercettare tutte le ospitalità di profughi a qualsiasi titolo (case private, parrocchie, appartamenti comunali) presenti sui nostri territori e indirizzarli ai percorsi corretti (regolarizzazione, tutela sanitaria, scuola), ma anche per condividere il modello di accoglienza, articolato prevalentemente nella prima accoglienza ‘massiva’ presso le strutture della diocesi e la seconda accoglienza, invece, presso gli appartamenti e, successivamente, anche presso le famiglie”, ha proseguito il sindaco.

Accoglienze in famiglia

Per questa ultima accoglienza in famiglia, che è la più delicata, s’è capito che i tempi sono più lunghi, sia perché inizialmente si satureranno gli appartamenti sia perché, ovviamente, i Servizi sociali territoriali devono incontrare le famiglie che generosamente si sono messe a disposizione, per valutare con loro l’adeguatezza e le caratteristiche dell’ospitalità.
“Ancora una volta in ogni caso – ha assicurato il sindaco – i nostri Comuni saranno in prima linea in modo coordinato e unitario, per gestire con umanità, rispetto ed equilibrio questa nuova emergenza”.