Messa per i giornalisti: l’invito del papa all’ascolto

Foto di gruppo dei giornalisti con il vescovo Daniele in cattedrale

Sul tema dell’ascolto, proposto da papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, reso noto proprio oggi, si è celebrata questa sera, in cattedrale alle ore 18.00 la Santa Messa per i giornalisti e gli operatori della comunicazione sociale, presieduta dal vescovo Daniele. Numerosi i giornalisti presenti.

Eucarestia celebrata proprio nel giorno in cui si ricorda san Francesco di Sales (1567-1622), patrono dei giornalisti. Fu vescovo di Ginevra, in una regione dominata dal Calvinismo, e per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti” di grande efficacia. Il che determinò il crollo della “roccaforte” calvinista e meritò a san Francesco di essere scelto, nel 1923, come patrono appunto dei giornalisti.

Nella sua omelia il vescovo Daniele si è rifatto al Messaggio di papa Francesco, commentando il Vangelo del giorno che racconta il contraso tra Gesù e gli scribi. La cui ragione principale per cui quest’ultimi riconducono l’azione di Gesù a un potere di origine demoniaca è proprio una mancanza di ascolto.  

“Questo passo – ha commentato il Vescovo – ci permette di collegare la nostra riflessione con il messaggio del Papa: l’importanza dell’ascolto per un processo corretto di informazione.

La volontà di Dio si fa partendo dall’ascolto. Dio stesso ha messo in pratica l’ascolto nei confronti dell’uomo, dice il Papa. L’uomo al contrario tende a chiudere le orecchie per non ascoltare il Signore. Quanti esempi si potrebbero citare di simili distorsioni dell’informazione, di presentazioni di eventi che vengono completamente stravolti e fatti passare per il contrario di ciò che sono!

La disponibilità all’ascolto, ad ascoltare – come dice papa Francesco, con «l’orecchio del cuore» – è la prima garanzia di un modo serio e attento di comunicare e informare. Per raccontare un evento o descrivere una realtà in un reportage è essenziale aver saputo ascoltare.” 

E papa Francesco fa vari esempi, invita ad esempio ad ascoltare le storie di chi è costretto ad immigrare… avremo davanti agli occhi storie e sofferenze di persone da ascoltare. Ma avremo davanti agli occhi non dei numeri, non dei pericolosi invasori, ma volti e storie di persone concrete, sguardi, attese, sofferenze di uomini e donne da ascoltare.

Il Papa ricorda infine che questo stile di ascolto è fondamentale anche nella vita della Chiesa. “In definitiva – ha concluso mons. Gianotti – non è facile dire in che cosa consista il «peccato contro lo Spirito Santo», di cui ci parla Gesù. Ma forse non ci sbagliamo di molto nel dire che questo peccato consiste nella chiusura ostinata, nel rifiuto dell’ascolto di ciò che lo Spirito in tanti modi dice al nostro cuore.”

Al termine della Messa, la foto di gruppo, in attesa del convengo sull’Informazione nel Terzo Mondo, previsto per sabato 22 gennaio scorso e  spostato a sabato 26 febbraio.