III domenica d’Avvento

diocesi di Crema
Foto di repertorio

Dal Vangelo secondo Luca 3, 10-18

E noi che cosa dobbiamo fare?
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?».
Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Grida di gioia. Un dono

Oggi riceviamo dalla Parola di Dio lo stesso annuncio che la Madonna ricevette dall’angelo Gabriele: Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia Israele.
Lo dice il profeta Sofonia, lo ripete con insistenza san Paolo ai Filippesi: Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.
Il profeta aggiunge che il Signore gioisce insieme al credente: Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia. Dio che grida di gioia! Bellissimo.
Perché questa gioia? La risposta sempre di Sofonia: Il Signore ha revocato la tua condanna.
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.
Quindi l’uomo è felice perché Dio viene a salvarlo e Dio è felice per la gioia dell’uomo, da Lui salvato.
L’invito a rallegrarsi l’angelo lo rivolge anche ai pastori: Vi annuncio una grande gioia. Parola che ricompare in occasione dell’apparizione di Gesù risorto: I discepoli gioirono nel vedere il Signore. E Gesù aveva detto nell’ultima cena: Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
Insomma, in tutti questi testi che abbiamo letto, la gioia appare proprio come il dono dello Spirito di Dio, come il vero dono del Redentore, come l’esperienza cristiana più tipica. A noi cristiani nessuno potrà togliere la gioia!

Maria, figlia di Sion in persona

Il testo di Sofonia è una profezia che si realizza totalmente nella Madonna, anche perché la traduzione letterale delle sue parole Il Signore è in mezzo a te, sarebbe: Il Signore è nel tuo grembo. E nell’Esodo si usano gli stessi termini quando si descrive l’abitazione di Dio nell’arca dell’alleanza (Dio dimora nel grembo di Israele).
Quindi Maria è la Figlia di Sion in persona. Le promesse si adempiono in lei in modo inaspettato. Lei è l’arca dell’alleanza, il vero luogo dove abita Dio. Ma non è tutto. Questo annuncio la Parola di Dio lo lancia oggi anche a noi: Rallegrati!
Infatti quel che si dice in modo speciale della vergine madre Maria – scrive il monaco medievale Isacco della Stella – va riferito in generale alla vergine madre Chiesa e in particolare anche all’anima fedele. Nel tabernacolo del grembo di Maria Cristo dimorò nove mesi, nel tabernacolo della fede della Chiesa sino alla fine del mondo, nell’amore dell’anima
fedele per l’eternità.

Vita nuova

Anche al credente dunque è detto di rallegrarsi perché il Signore viene a dimorare in lui, per sempre. Grande gioia dunque per chi sa di essere tabernacolo vivente del Figlio di Dio e di Dio stesso.
E il Vangelo di oggi ci rivela il perché di questa gioia. Il Battista dice al popolo: Viene colui che è più forte di me. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Gesù viene a portare una vita nuova. La riceviamo nel Battesimo. La dona a tutti, a quella folla che è davanti a Giovanni: gli ebrei, i pubblicani, i soldati romani.
Un dono che si traduce in vita, come dice il Battista a ciascuna delle tre categorie di persone che lo interrogano.
Lo scrive anche papa Francesco nella sua lettera, dove afferma che tutti siamo chiamati alla santità, ed è intitolata Gaudete et Exultate: “Gioite ed Esultate”. Scrive: “Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati.”
LA VERA FELICITÀ è il Signore che abita in noi. Siamo cristiani e siamo felici. Siamo cristiani e siamo felici di vivere una vita nuova, diversa.
Oggi giovani e adulti sono alla ricerca di una felicità effimera, nel divertimento, nelle distrazione, nei piaceri, nella ricchezza, nei consumi (si veda la pubblicità televisiva) e non cercano la vera gioia. Noi cristiani la cerchiamo e la viviamo? Guardiamo nel profondo di noi
stessi per trovarla e ravvivarla!
Rallegrati perché sei cristiano, perché il Signore viene a salvarti, per abitare in te per sempre, perché tu viva una vita profondamente bella.

Don Giorgio Zucchelli