Processo Zanoncelli. Deposizione dell’imputato

Si è conclusa ieri in Corte d’Assise a Cremona la prima fase del processo a carico di Eugenio Zanoncelli, 56enne accusato di aver provocato la morte della moglie 49enne, Morena Designati, nella sera del 24 giugno 2020 nella villetta di via De Nicola a Palazzo Pignano. Dimora nella quale i due vivevano con il figlio minorenne. Dopo aver colpito la donna Zanoncelli aveva portato il figlio dal fratello e aveva iniziato a vagare per la campagna Cremasca prima di essere fermato dai Carabinieri di Rivolta d’Adda e tratto in arresto.

In aula, ieri, lunedì 25 ottobre, è toccato proprio all’imputato raccontare quella tragica sera. Zanoncelli ha ammesso di aver colpito con due schiaffi la moglie dopo l’ennesima discussione mentre i due si trovavano sul divano. Lo ha fatto, ha detto, in un momento in cui ha perso il controllo “ma non volevo ucciderla”. Il fisico della donna, provato da una malattia e già compromesso, non ha retto, però.

Sulla sua presunta fuga l’imputato, nella sua dichiarazione più volte interrotta dalle lacrime, ha chiarito come non volesse scappare ma fosse in stato di agitazione e confusionale. Dopo aver accompagnato il figlio dal fratello e aver raccontato a quest’ultimo l’accaduto, l’uomo si è seduto al volante della sua vettura e se ne è andato, per costituirsi, ha detto.

Con l’interrogatorio di Zanoncelli si è conclusa la fase dibattimentale. Il 15 novembre la seduta sarà dedicata alla requisitoria del Pubblico ministero e alle conclusioni delle parti civili e della difesa. La sentenza è attesa per il 22 novembre.