Salvirola – Tomasoni, dal dramma alla ricerca della felicità. Ne parla agli studenti

Giordano Tomasoni alla primaria di Salvirola

“Il 14 novembre del 2008 mi sono buttato da un ponte. Non ce la facevo più a sopportare una malattia invisibile come il Covid: la depressione”. A parlare è Giordano Tomasoni, un falegname con due figlie di 12 e 14 anni, un presente da atleta paralimpico ma un passato segnato da una tragedia che ha cambiato la sua vita. Davanti a lui bambini di otto, nove e dieci anni: le terze, quarte e quinte della scuola primaria di ‘Salvirola’ che per la prima settimana di lezione approfondiranno il tema delle olimpiadi: gare di matematica tra i ragazzi; laboratori artistici dedicati alla bandiera olimpica per poi dedicarsi a due protagonisti della gara sportiva, l’acqua e la palla. Tomasoni ha inaugurato ieri l’anno scolastico salvirolese invitato dagli insegnanti Alex Corlazzoli, Elisabetta Antonelli , Manuela Baio, Debora Gatto, Annalisa Salvi e Leila Nidasio, per far comprendere agli allievi quanto la disabilità possa essere ricchezza.

“Giordano – spiega il maestro Corlazzoli – ha fatto un errore ma come lui possiamo capire che i nostri errori (magari quelli scolatici) possono diventare degli amici”. Parole che l’atleta bergamasco prende al volo. Per prima cosa prova a spiegare a dei ragazzi la depressione. Non è facile ma ci riesce. “Nel giro di poco tempo mi son trovato catapultato in un ‘altra vita come se uno di voi da un momento all’altro si trovasse in Australia senza conoscere nessuno, senza sapere nulla di quella lingua”.

Tomasoni, gira tra i bambini con la sua carrozzina: “Non ho mai dato importanza alle mie gambe, non ho mai compreso quanto fossero importanti. Mi son trovato in carrozzina a 38 anni. Ho fatto 365 giorni di ospedale: mi imboccavano, mi lavavano i denti….”. La svolta per Giordano arriva proprio quando meno ce lo immagineremmo: “La carrozzina mi ha dato immediatamente un senso di libertà. Finalmente potevo girare a destra, a sinistra. Poi mi hanno spiegato che avrei avuto la possibilità di sciare, di correre in bici, di giocare”. L’atleta guarda in faccia i ragazzi: “Nella vita l’unico obiettivo è essere in cerca della felicità. La felicità è una scelta”.

Tante le domande dei ragazzi e alla fine tutti fuori, davanti alla scuola per vedere come funziona quella strana bicicletta. E per qualche minuto Salvirola si trasforma in una pista da gara.