Operatori sanitari e obbligo vaccinale: la situazione in Ats Val Padana

Fondazione Benefattori

Alla luce dell’attuale contesto epidemiologico, nel quale si evidenzia l’avanzare della Variante Delta, risulta decisivo – tra i vari interventi – il rafforzamento della campagna vaccinale. I dati attualmente disponibili dimostrano infatti che tutti i vaccini proteggono contro le varianti; in particolare, per la variante Delta, la maggiore protezione si raggiunge con il ciclo vaccinale completo.

La più ampia copertura possibile della popolazione generale, e in particolare di determinate categorie individuate per fasce di età, per fragilità o per contesto lavorativo (quali il personale sanitario e il personale scolastico) rimane, come più volte ribadito sia dal Governo sia da Regione Lombardia, obiettivo prioritario dell’attività vaccinale anti SARS-CoV-2.

Nello specifico, per il personale sanitario è stato introdotto di recente, con legge approvata dallo Stato (legge n° 76/2021), l’obbligo di vaccinazione. Infatti, la norma recita che fino alla completa attuazione del piano vaccinale, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di assicurare adeguate condizioni di sicurezza, è previsto l’obbligo vaccinale per gli esercenti la professione sanitaria e per gli operatori di interesse sanitario che svolgono la propria prestazione nelle strutture sanitarie, sociosanitarie, socioassistenziali, nelle farmacie e nelle parafarmacie e negli studi professionali. La vaccinazione è dunque un requisito essenziale per lo svolgimento della prestazione lavorativa e per l’esercizio della professione sanitaria; può essere evitata solo in caso di accertato pericolo dovuto a particolari condizioni (documentate) inerenti lo stato di salute e la mancata vaccinazione comporta la sospensione dalle mansioni che comportano contatti interpersonali, con conseguenze in termini di retribuzione.

Da tempo l’ATS della Val Padana ha messo in campo un’intesa attività per rintracciare tutti quegli operatori sanitari che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti Covid-19. In particolare, l’ATS ha spedito circa 3.400 lettere di invito alla categoria degli operatori sanitari risultati, a una prima ricognizione, non vaccinati; a queste, sono seguite oltre 2.000 comunicazioni con un secondo invito “formale”. A seguito di queste azioni, numerosi operatori hanno aderito alla campagna vaccinale; altri hanno fornito idonea documentazione attestante l’impossibilità di sottoporsi alla vaccinazione. Attualmente è in corso il completamento dell’istruttoria relativa a circa 1.500 posizioni, per le quali è prevista, già nei prossimi giorni, un’ulteriore trasmissione di atti di accertamento; con questi viene comunicata ai destinatari – e per conoscenza ai rispettivi ordini professionali e, nel caso di personale dipendente, ai datori di lavoro – l’accertata inadempienza rispetto all’obbligo vaccinale.

Al riguardo, come noto, ATS della Val Padana insieme ad altre Agenzie di Tutela della Salute lombarde (ATS Brescia, ATS Bergamo e ATS Montagna), è stata destinataria di un ricorso promosso da oltre un centinaio tra medici, infermieri e altri operatori sanitari, che contestano l’obbligo vaccinale.

Lo scorso 14 luglio si è tenuta l’udienza fissata avanti al TAR di Brescia per la discussione della domanda cautelare promossa dai ricorrenti; il Tribunale Amministrativo Regionale, in quella seduta, ha sia preso atto della rinuncia alla domanda cautelare nel frattempo intervenuta da parte degli operatori sanitari che hanno proposto il ricorso, ma ha anche espresso, sia pure con decisione non definitiva, alcune valutazioni sul ricorso. In particolare, ha evidenziato che non sembrano prive di rilievo le eccezioni preliminari presentate dalle amministrazioni opponenti – che incidono sull’ammissibilità delle questioni di costituzionalità – aggiungendo inoltre che non sembrano esserci i presupposti per l’ammissibilità del ricorso collettivo e cumulativo.

Sebbene l’udienza di merito verrà fissata dopo l’estate e comunque entro il 2021, ATS della Val Padana – come le altre ATS – proseguirà nel dare esecuzione alla legge n° 76/2021 che individua la vaccinazione come requisito essenziale per l’esercizio della professione sanitaria. Infatti, non essendo stati sospesi i procedimenti fin qui avviati, le Agenzie di Tutela della Salute provvederanno alla trasmissione degli atti di accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale per le finalità prescritte e imposte dalla norma vigente.