57 GIORNI, STRADE DI LEGALITÀ – Chiusa la IV edizione con la commemorazione della strage di via D’Amelio

Consulta Giovani
Un momento della cerimonia di oggi in Largo Falcone e Borsellino

Nel tardo pomeriggio di oggi, presso Largo Falcone e Borsellino, all’ombra dell’ulivo, la sindaca Stefania Bonaldi per l’amministrazione comunale e Sofia Ogliari per la Consulta giovani di Crema, alla presenza delle Forze dell’Ordine, hanno commemorato la strage di via D’Amelio, deponendo una corona d’alloro. Presente anche il consigliere regionale Matteo Piloni.

Una vita all’insegna della legalità

Sono passati 29 anni da quel 19 luglio 1992, quando il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) perdevano la vita in un attentato di stampo mafioso, ma gli italiani, l’Italia intera, non dimenticano. Le immagini scattate e girate nei minuti immediatamente successivi al terribile fatto sono impresse nella memoria di tutti, giovani e non. Proprio come quelle foto, anche la lotta che Borsellino e Falcone, colleghi e amici, hanno intrapreso per sconfiggere la mafia non è dimenticata. In molti, allora come oggi, la conducono quotidianamente in nome della legalità.
Lo fanno le varie associazioni, i privati. Lo fanno le ragazze e i ragazzi della Consulta giovani di Crema con il loro progetto 57 giorni, Strade di legalità. Organizzano incontri, ma non solo perché la legalità si promuove attraverso numerose modalità.
“Dalla testimonianza alla musica, dal teatro alla danza (riferendosi alla Festa della legalità, organizzata per ieri pomeriggio e svoltasi in Largo Falcone e Borsellino, ndr) abbiamo voluto diffondere il messaggio coraggioso e limpido che si può vivere una vita all’insegna della legalità in modo consapevole e libero” così Sofia Ogliari, membro della Consulta, nel suo discorso per la commemorazione odierna a conclusione della IV edizione di 57 giorni, Strade di legalità.

Cultura di legalità

La sindaca Stefania Bonaldi ha tenuto ringraziare la Consulta dei giovani per quanto fanno. Ricordando poi la strage di via D’Amelio, definendola “il punto più alto della sua (mafia) sfida allo Stato”, ha dichiarato che da allora la lotta contro la mafia ha conseguito importanti risultati (processi, abbattute credenze – esempio che al Nord non ci fosse la mafia).
“Questi progressi purtroppo non hanno ancora cancellato le mafie dalla nostra esistenza – ha proseguito -. Tuttavia, questo Paese ha molte più antenne rispetto al passato, è più reattivo, ha anche più strumenti, giuridici e culturali. A quasi 30 anni da quei 57 giorni tra la strage di Capaci e quella di via d’Amelio, i ricordi si fanno storia, la memoria si fa tradizione, la rabbia si è fatta reazione, gli apprendimenti sono diventati una cultura. Cultura di legalità“.