OMAGGIO A DANTE – Laudi alla Vergine Maria

Omaggio al sommo Poeta Dante nel 700esimo anniversario della morte (1321-2021)
G. Verdi – Laudi alla Vergine Maria, tolte dal Canto XXXIII del Paradiso
Voce recitante: Mario Pedrinazzi, regista, insieme a Marialuisa Bignardi, della Compagnia Teatrale La Cometa di Annicco (Cr)
Ensemble Psallentes Consort
Soprano1° Francesca Tommaseo, Soprano 2° Marcella Moroni,
Contralto 1° Simona Feraboli, Contralto 2° Isabella Di Pietro.
dir. Giacomo Carniti

Questo video, realizzato con la partecipazione di quattro note professioniste del cremasco, vuole essere un piccolo contributo per onorare Dante nel 700esimo anniversario della morte. Vengono eseguite le Laudi alla Vergine Maria di G. Verdi che più volte nelle sue opere ha mostrato l’amore verso la Vergine con brani stupendi come la “Vergine degli angeli”, nella Forza del Destino, e “L’Ave Maria” di Desdemona, in Otello.
In questa composizione Verdi è pienamente aderente ai versi della più bella preghiera a Maria cha mai sia stata scritta, quella del Canto XXXIII del Paradiso, diventata oggi anche un inno liturgico. In essa S. Bernardo si rivolge alla Vergine e la invoca come la più alta e la più umile di tutte le creature, colei che ha nobilitato la natura umana a tal punto che Dio non ha disdegnato di incarnarsi nell’umano.
Non si hanno notizie certe sulla data in cui Verdi compose le Laudi alla Vergine Maria. Probabilmente si collocano fra il 1888 e il 1890, intorno ai 75 anni; il lavoro arriva al pubblico solo diversi anni dopo, (1898) quando Giulio Ricordi convince Verdi ad inserirlo come terzo dei Quattro pezzi sacri (Ave Maria, Stabat Mater, Laudi, Te Deum)
Il compositore aveva ideato queste composizioni tardive come confessioni private, riflessioni interiori, espressioni non di impegno civile ma di ricerca di spiritualità e di fede, senza l’obiettivo di una esecuzione pubblica, ma quasi con l’intento di portale nella tomba con sé. In realtà per volere dello stesso Verdi, gli ultimi tre brani, vale a dire Laudi alla Vergine Maria, Te Deum e Stabat Mater (1895-96), sono stati eseguiti in pubblico il 7 aprile 1898 al Grand Opéra di Parigi, sotto la direzione di Arrigo Boito.
Le Laudi sono per quattro sole “voci bianche”, come compare nel frontespizio della prima stampa curata da Ricordi, ossia voci femminili, a cui non si chiede il pesante volume dell’emissione lirica come nel dramma. Ciò che ipotizzava Verdi per le Laudi era un neo-madrigalismo, una esecuzione con voci chiare e leggere.

Dal Canto XXXIII del Paradiso (vv.1-21)
La preghiera di san Bernardo alla Vergine

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Ave, Ave.