CREDERA – In un bel libro le poesie dialettali di Agostina e Pio Ferla

Agostina e Pio Ferla

Agostina (Gusta) Ferla Pizzamiglio e Pio Ferla sono sorella e fratello. Di una famiglia numerosa, sono molto legati e, tra le altre cose, uniti da una grande passione per la poesia, grazie alla quale “raccontano” fatti di vita, emozioni, aneddoti e, in fondo, un po’ della loro esistenza. Ora, parte dei loro componimenti in dialetto cremasco – 72 per la precisione – sono raccolti nelle 120 pagine del libro Saùr da puisìe, pronto per essere donato ad amici e conoscenti. Un bel libro davvero, che si legge tra sorrisi, slanci di gioia, attimi di meraviglia e anche di tristezza e malinconia: ogni poesia, del resto, sa donare ciò che il cammino della vita e il Creato che abitiamo ci offrono tutti i giorni.

Per Pio questo è il terzo libro che raccoglie poesie (ne ha già scritte un migliaio!), mentre Agostina è alla prima pubblicazione: lei, ha iniziato a comporre poesie da circa sette anni e, come il fratello, ha già vinto e ricevuto menzioni in diversi concorsi.

Con Saùr da puisìe, titolo del primo testo scritto da Agostina e, adesso, scelto anche per il libro, “abbiamo volutamente accomunato – scrivono gli autori nella nota – le nostre poesie per offrire al lettore le diverse sensibilità nell’esprimere i pensieri, le emozioni, il vivere interiormente gli avvenimenti in modo personale, ma con gli stessi sentimenti. Ciascuno ha formato la propria famiglia con impegni diversi nell’ambito lavorativo e nella comunità, ma mai è mancato il sostegno reciproco. Gli insegnamenti ricevuti dai genitori ci hanno aiutato a dare il meglio in famiglia e nella società. Il loro ricordo ci unisce ancor più e ci sprona ad affrontare le difficoltà della vita”.

Ed ecco allora che le poesie di Agostina e Pio ci offrono “i ricordi dell’infanzia e della quotidianità della vita, il fascino della natura con il susseguirsi delle stagioni, la bellezza del Creato e uno sguardo al futuro”. Il tutto, sottolineano gli autori, “con la speranza che queste pagine possano, almeno in parte, destare nel lettore le variegate emozioni da noi vissute”.

Le 72 poesie raccolte sono accompagnate, nello scorrere piacevole delle pagine, da fotografie di persone e di paesaggi, oltre che di opere – dipinti e medaglie di ceramica decorata – frutto di un’altra passione artistica di Agostina.

Nel leggere i versi poetici emergono due stili diversi, ma che a ben vedere vanno anche in simbiosi: di Pio si percepisce lo scrivere “di getto”, mentre Agostina pare sempre voler trasmettere qualcosa. Entrambi sanno cogliere i “segni” della natura, l’espressione di un volto, un episodio esistenziale… e da qui far nascere la poesia.

“È stato bello e piacevole lavorare insieme – affermano soddisfatti Agostina e Pio – e siamo felici se, leggendo i nostri testi, le persone riusciranno a provare un’emozione”. Agostina – che dedica il libro alle sue figlie Ombretta e Alessia e al nipote Fabio – e Pio – che invece lo dedica alla moglie Silvana – definiscono così, nella nota introduttiva, la loro simbiosi: “Amor da fradèi… sempre ’nsèma, an dai muméncc bröcc e ’n da chèi bèi!”. Già, amore di fratelli sempre insieme, nei momenti brutti e in quelli belli. E tutto rivive nelle loro poesie che, a noi donate, sanno rendere leggeri il cuore e la mente.