L’INTERVISTA – “Troppe scelte sbagliate o non scelte”. Parola ad Antonio Agazzi (FI)

Capogruppo di FI

Con la solita schiettezza e lucidità risponde oggi alle nostre domande, sui temi “caldi” della città, il capogruppo di Forza Italia Antonio Agazzi, già candidato sindaco e anche ex presidente del Consiglio comunale.
Di recente è stato protagonista dello spegnimento del microfono durante una seduta online. Nel Consiglio della scorsa settimana, poi, c’è stata “bagarre” e un po’ di “confusione” sul documento del Milite Ignoto. Cosa sta succedendo? Solo regolamenti da rivedere?
“Da troppo tempo, prendendo a motivazione l’emergenza sanitaria, si insisteva nell’organizzare Consigli comunali da remoto. Fino a un certo punto, come minoranza, non abbiamo sollevato questioni; poi ci è parso che il protrarsi di una condizione straordinaria avesse sempre meno a che fare con la pandemia e le misure di distanziamento (la sala consigliare è spaziosa e molte assemblee elettive già si riunivano in presenza, con le precauzioni del caso) e sempre più con una possibile comodità-convenienza politica della maggioranza e dell’amministrazione.
Se, infatti, la maggioranza consiliare gode di una visibilità notevole, esprimendo il sindaco e la Giunta, e disponendo di un addetto stampa, le forze di minoranza hanno principalmente l’adunanza consiliare come momento di espressione democratica in cui far emergere il proprio lavoro di indirizzo, di proposta, di critica e di stimolo a beneficio della città. Coordinarsi da remoto, tenendo conto delle evoluzioni della discussione, era per lo meno laborioso; a ciò si aggiungevano problematiche di stabilità della rete, di difficoltà con la tecnologia; a un certo punto il sindaco stesso ci ha pre-allertati rispetto al fatto che temeva di sparire dal monitor, il capogruppo della Lega, per un certo lasso di tempo, non si è potuto connettere, essendogli andata via la corrente in casa, si faticava a utilizzare una procedura di voto omogenea, l’amministrazione non riusciva più a condividere le slide…”.
Proprio in quel momento le hanno spento il microfono…
“Io ho ripetutamente chiesto di tornare ai Consigli in presenza e, grazie alla tecnologia, il presidente, essendosi un po’ indisposto, mi ha silenziato, il che mi ha ovviamente rafforzato nella convinzione che le assemblee consiliari è bene si tengano nelle modalità consuete, anche perché vi è, per esempio, la questione del numero legale, che certamente da remoto è più facile assicurare: ci si può collegare e fare tutt’altro nel frattempo…”.
Passiamo oltre. I socialisti cremaschi hanno avanzato l’ipotesi di una Rsa nella cosiddetta “ex scuola di Cielle”. Cosa ne pensa?
“Mi pare che immaginino di finanziare l’ipotizzata Rsa con i proventi dell’alienazione dell’Hotel del Golfo di Finale Ligure. Noi di Forza Italia, come è noto, siamo contrari alla vendita e proponiamo da tempo – inascoltati – la fusione per incorporazione di Opera Pia Marina e Climatica cremasca con Fondazione Benefattori Cremaschi. In più, ho letto, recentemente, che proprio i socialisti rilanciavano l’idea antica di ubicare il ‘nuovo Racchetti’ nel sito dell’incompiuta scuola della Fondazione Charis, anziché a San Bartolomeo… Non so, mi pare che su tanti nodi urbanistici importanti la confusione, in seno alla maggioranza di centrosinistra, continui a regnare sovrana; ciò spiega, forse, come mai gli articoli di giornale trabocchino di proposte ma le aree strategiche della città rimangano al palo ormai da lustri”.

Intervista completa al capogruppo di FI oggi sul giornale in edicola.