BAR MUSEO – Tribunale dà ragione al Comune: fondata la risoluzione del contratto

Il Tribunale di Cremona, confermando quanto già disposto dal Giudice di prime cure con ordinanza del 17 dicembre 2020, ha respinto il reclamo presentato dalla società “Le Garzide”, che aveva contestato la deliberazione dello scorso 12 ottobre con la quale il Comune comunicava al gestore del Bar del Museo la risoluzione della concessione per inadempienze.
“La società ha sostenuto che dopo il primo periodo di lockdown non potesse più riaprire al pubblico il servizio di bar/caffetteria negli spazi collegati al Museo Civico presso il Centro Sant’Agostino perché, a detta sua, la struttura del locale non permetteva di adottare le misure necessarie al contrasto del contagio. Nonostante l’invito del Comune a riattivare il servizio, il bar/caffetteria è rimasto chiuso e il gestore ha sostenuto la illegittimità della delibera di risoluzione della concessione in ragione dell’insussistenza dell’inadempimento contestato”, si legge nella nota che giunge dal municipio.
Costituendosi in giudizio, il Comune ha contestato quanto dedotto e il collegio giudicante ha confermato le ragioni del Comune, ritenendo che il provvedimento di risoluzione adottato dalla Giunta comunale fosse fondato in quanto motivato da una serie di inadempienze, puntualmente contestate al gestore, alcune delle quali sorte in epoca precedente al lockdown 2020. Tra queste figurano la violazione di alcuni obblighi contrattuali (attivazione di servizi aggiuntivi di accoglienza ed accompagnamento dei visitatori), il mancato rispetto degli orari di apertura e il superamento dei limiti di emissione sonora, nonché il mancato pagamento del canone.
Il tutto, evidentemente va ad aggiungersi alla mancata riattivazione del servizio, nonostante le numerose diffide trasmesse al gestore e nonostante l’opportunità offerta dal Comune di concedere gratuitamente anche l’ampliamento del plateatico, al fine di ovviare alla carenza di spazi e posti a sedere all’interno della struttura dovuti alla pandemia. Il Comune ora valuterà come procedere per la riassegnazione del servizio.