SANTA MESSA PER IL CONGO, TERRA MARTIRE

Una Messa per il Congo, questa sera in cattedrale alle ore 18.30. “Siamo ancora in piena pandemia e ci facciamo carico della sofferenza di tante persone – ha esordito il vescovo Daniele che ha presieduto la liturgia – ma non vogliamo chiudere gli occhi al mondo e nella Messa di questa sera preghiamo per l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista locale Mustafa Milambo, uccisi lo scorso 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo. Nel nostro territorio vivono molte persone del Congo, dove i comandamenti di Dio sono costantemente violati con l’uccisione di moltissime persone. Vogliamo pregare per quel Paese e per tutta l’Africa perché possano tornare pace e giustizia.”

A fianco del vescovo padre Arnold di origine congolese, dei missioni dello Spirito Santo della basilica di Santa Maria, e padre Gigi Maccalli che ha vissuto una drammatica vicenda in un altro paese africano, il Niger. 

TESTIMONIANZA DI UN CONGOLESE

Prima della celebrazione Emanuel, un congolese che vive da noi, direttore del coro composto da diversi connazionali, ha presentato la situazione del suo Paese. 

“Nel Congo ci sono diverse provincie – ha detto – ma i potenti (multinazionali, americani, europei, cinesi, ecc.) vanno solo a Goma, capoluogo del Nord-Kivu. È questa una zona esageratamente ricca di minerali di tutti i tipi. Il Congo è uno scandalo geologico per tutto ciò che ha nel sottosuolo. Ed è per questo che è diventato il portafoglio dei potenti occidentali, americani, asiatici ed alcuni africani. Questo eccesso di minerali è l’origine dell’insicurezza e della miseria dei congolesi. Sono minerali strategici: il coltan che serve per i cellulari, i computer, i tablet (l’80% della produzione mondiale è in Congo), il cobalto per le vetture elettriche (più del 60% della produzione mondiale nel Paese africano).”

E ha aggiunto: “Quando un politico congolese vuole privilegiare gli interessi dei propri cittadini, viene ucciso. Dal 1963 a oggi, sono più di 22 i presidenti africani assassinati dai potenti, purtroppo sempre con la complicità degli africani.” E ha citato Lumumba “assassinato in modo atroce e torturato per aver detto di no ai Belgi!” E Kabila, “assassinato dal complotto belgo-americano”. E ha ricordato che dal 1997 a oggi sono circa 12 milioni i congolesi uccisi atrocemente nell’est del Paese. Una situazione da brivido, dove la persona non conta nulla!

LA RIFLESSIONE DEL VESCOVO

Molto breve la riflessione del vescovo a commento del Vangelo, che racconta la forte presa di posizione di Gesù tra i venditori al tempio, perché la nostra fede non sia basata su riti esteriori, che finiscono per sostituire una scelta di vita in sintonia con Dio perché come lui diventiamo portatori di libertà e di vita. 

LA TESTIMONIANZA DI FRATEL IVAN

Al termine della liturgia è stata diffusa la registrazione di una testimonianza del nostro missionario in Congo, fratel Ivan che ha ricordato la serenità e tenerezza dell’ambasciatore Attanasio, vicino alla gente: veniva costantemente informato dai missionari sui massacri e ha realizzato anche un memoriale per le tante vittime congolesi.

Fratel Ivan ha ricordato che un suo confratello, padre Gaspare,  gli ha raccontato di aver incontrato di recente 59 vedove e 800 bambini rimasti soli per le decapitazioni dei loro mariti, genitori e madri, quest’ultime spesso sventrate. 

“Appena sarà possibile – ha detto – andrò anch’io a salutarli ed ad abbracciarli. I massacri purtroppo continuano e la situazione non cambia. Speriamo che la morte dell’ambasciatore smuova qualche coscienza, perché le morti dei congolesi non smuovono nessuno.”

Ed ha ricordato altri massacri avvenuti nei giorni scorsi. “Il mondo non può più tacere di fronte a queste situazione, ha concluso fratel Ivan. Speriamo che molti sentano la chiamata alla rivoluzione della tenerezza, per fare di tutta l’umanità una sola famiglia.”

PADRE GIGI MACCALLI

Una breve parola anche a padre Gigi Maccalli. “Quanto accaduto in Congo – ha detto – mi ha molto rattristato, mi ha richiamato tante domande e tanti perché. Alcune risposte le ho trovate, ha aggiunto: la guerra è un’inutile strage. L’unica strada è la non-violenza cristiana, è il perdono perché tutti questi violenti non sanno quello che fanno, indottrinati da propaganda e da fanatismo. L’altra parola – ha concluso – è fraternità: soltanto sentendoci fratelli potremo costruire un mondo di giustizia e di pace.”