SANTA MARIA DELLA CROCE – Cava Alberti: quale futuro?

cava

Dopo l’ultimo grave episodio accaduto un paio di settimane fa, abbiamo voluto toccare con mano la situazione – che da tempo ci segnalavano di estremo abbandono e pericolo, da mesi poi “strane e sospette presenze” nella zona – dell’area intorno all’ex Cava Alberti di Santa Maria della Croce, storica impresa di scavo fallita nel 2013.
Arrivati sul posto, siamo come noto ai “Saletti”, ad accoglierci una grande sbarra (spesso alzata, ci dicono, per il passaggio dei mezzi agricoli) con un lucchetto tutto nuovo: proprietà privata, divieto di balneazione e pesca, attenzione scavi, non oltrepassare la recinzione, lasciare libero il passaggio, le scritte. Spesso ignorate dai pedoni che, grazie a un comodo passaggio laterale, entrano nella zona senza problemi. Incontrare ciclisti, podisti e camminatori è all’ordine del giorno.
A dire il vero all’interno dell’area si può arrivare anche da altre vie d’accesso senza ostacoli, sia da Crema sia da Pianengo. Dunque la sbarra descritta vede un po’ vanificato il suo servizio. Certo è impedito almeno il transito delle auto.

cava ingresso

Regna l’abbandono!

Due sono i laghetti del sito – dove si praticava estrazione di ghiaia in alveo – uno più grande e uno di dimensioni minori, entrambi chiaramente incustoditi, ma dove non ci si può immergere e neppure praticare la pesca.
Il luogo è disseminato di cartelli, ma arrivare fino al livello dell’acqua è davvero troppo semplice. Solo la prima parte del lago più grande è ben recintata. Dalle immagini e dalle testimonianze che abbiamo raccolto non mancano segni del passaggio di persone a cavallo, piccoli rifugi improvvisati con tende e bastoni, così come il transito di auto e grandi mezzi.
Le immagini in nostro possesso a dire il vero, mostrano inequivocabilmente lo scarico (abusivo) di macerie e scarti di lavorazioni edili: diversi i cumuli sia intorno agli uffici andati in fiamme che nei pressi del grande magazzino-capannone.
Alcuni mucchi sono già ricoperti dalla vegetazione spontanea, altri sono recenti e ancora ben rintracciabili.
Una cosa appare chiara: qui regna l’abbandono – non potrebbe essere altrimenti in questa fase di stallo – e i pericoli non mancano!

Mission rilanciare!

Eppure questo posto, in pieno Parco del Serio, avrebbe tutte le possibilità per essere rilanciato dal punto di vista ambientale e paesaggistico, perché no, ludico-ricreativo. Certo nessuno intende nascondere lo sforzo economico, e non solo, che tutto questo richiederebbe.
Come sarebbe bello recuperare questo spazio, o almeno metterlo in sicurezza per permetterne un uso libero alla cittadinanza.
L’intento del nostro contributo non è assolutamente polemico, vogliamo fornire una fotografia della situazione, mostrare comportamenti incivili meritevoli di verifica e controllo, ma anche dar voce ai cittadini che, giustamente, vogliono sapere.