Sanremo 2021: tra le canzoni in gara, due scritte e prodotte da Davide Simonetta nel suo studio a Bagnolo

Davide Simonetta

Per Davide Simonetta Sanremo 2021 sarà il primo Festival della Canzone Italiana in qualità di produttore, il sesto come autore. Sono due, infatti, le canzoni che, testo e musica, hanno visto la luce nel suo studio di Bagnolo Cremasco e che saranno in gara alla 71a edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 2 al 6 marzo prossimi. Si tratta di Dieci di Annalisa e Chiamami per nome del duetto Francesca Michielin e Fedez. Due brani che, a detta di Simonetta, vanno “al di là delle mode e della contemporaneità”.

“Uno dei miei primi Sanremo è stato nel 2015 con i Dear Jack”

Nato musicalmente sul territorio cremasco, da sette anni compositore, arrangiatore e produttore musicale affermato, noto anche con lo pseudonimo ‘d.whale’, Davide Simonetta è ormai di casa al Festival, che per lui ha un significato importante: “L’ho visto fin da piccolo, con i miei nonni e i miei genitori. Niente è emozionante come andare a Sanremo, nemmeno un Forum d’Assago pieno o uno stadio di San Siro con Tiziano Ferro che canta il tuo pezzo”.
Su quel palco hanno cantato le sue canzoni già in parecchi: “Uno dei miei primi Sanremo è stato con i Dear Jack, nel 2015, con Il mondo esplode tranne noi. Mi ricordo, poi, l’anno in cui sono arrivato quinto con Paola Turci, con Fatti bella per te (2017), e terzo con Annalisa con Il Mondo Prima Di Te nel 2018. Quell’anno tornarono a Sanremo anche Le Vibrazioni con Così sbagliato, un pezzo che parlava tantissimo di me, sul quale duettarono con Skin e gli Skunk Anansie. È stato fantastico. Quest’anno, invece, in veste inedita, toccherà a Fedez, che non è mai andato al Festival di Sanremo, e mi piace tanto il suo spirito: non ci va perché ha un disco in uscita, anche se stiamo lavorando a tante canzoni, ma perché durante il Covid non ha avuto esibizioni dal vivo, che per lui sono importanti, e per la curiosità di vedere com’è”.

A Bagnolo lo studio di Simonetta: lì la sua musica “brilla di più”

Una vita votata alla musica con un passato come cantante, chitarrista e pianista, fino al passaggio ad autore, per Davide lavorare con la musica è la cosa più bella del mondo: “Ti giuro che faccio solo questo dalla mattina alla sera. Non esco e non faccio nient’altro, perché è come respirare”.
È nel mestiere di autore, così, che ha trovato la sua quadra e nel suo paese di origine la sua isola felice.
“C’è stato un momento in cui stavo valutando con il mio manager di trasferirmi a Milano, ma ho scelto di restare a Bagnolo perché sono veramente innamorato dei miei posti, dei campi sconfinati, del bar completamente avvolto nella nebbia – dove, quando ancora si poteva, mi trovavo con i miei amici – e persino dell’umidità e del silenzio. Bagnolo offre una quantità di silenzio veramente importante e per fare il mio mestiere, che è molto creativo, questa è la benzina che mi serve”.
Solo di recente Davide si è trasferito a Ombriano, per l’esigenza di staccare a fine giornata, ma il suo studio resta a Bagnolo, dove la sua musica – dice – “brilla di più”.
“A volte, Fedez, nelle interviste, dice di essere venuto a Bagnolo, in un posto dimenticato da Dio, ma qui sono venuti tutti, da Ghali a Fedez, Elodie… Tante volte ho girato in paese con Renga per bere un caffè e nessuno l’ha identificato, mentre la prima volta che Fedez è venuto nel mio studio, l’ha riconosciuto una signora anziana, fuori dalla porta, e nel tempo di dieci minuti avevo duecento ragazzi davanti a casa”.

Oltre 150 le canzoni scritte e pubblicate, numerosi i premi

Basso profilo e nessun’aria da artista affermato, Davide non ha una lista delle canzoni scritte, pubblicate e popolarmente note, che sono almeno 150. Non ricorda nemmeno i premi vinti, perché, spiega, “mi piace talmente questo mestiere che non mi interessa. A parte, comunque, due o tre artisti, hanno cantato tutti le mie canzoni”.
Abbozza, così, una stima approssimativa a partire da Emma, Tiziano Ferro, Mengoni, Giorgia, Annalisa, Noemi, Francesca Michielin, Loredana Berté, Paola Turci, Nek, Francesco Renga… Sono talmente tanti che non li ricorda tutti, così, cita alcune sue canzoni di successo, come Mi parli piano di Emma, Muhammad Ali di Mengoni, Come neve di Mengoni e Giorgia, oppure Bella storia di Fedez.
L’emozione tradotta a parole e note è il suo tratto distintivo, la vena cantautorale per lui fondamentale. “Ogni canzone che scrivo ha elementi riconoscibili, anche a livello sonoro: ci sono frasi, suoni di piano, alcuni passaggi melodici e accordi che fanno parte del mio bagaglio. C’è tanta emozione dentro. Non dico che faccio piangere, ma sono molto emotivo, come lo sono nella vita. In Chiamami per nome, per esempio, ci sono atmosfere larghe che mi ricordano quelle melodie di Brian Eno di fine anni ‘80 come se tu stessi guidando in montagna o una cosa del genere (ride)”.

Il lockdown ha condizionato il modo di scrivere di Davide

Il lockdown e il distanziamento sociale hanno reso diverso il processo creativo musicale e di scrittura. Impossibile, in pieno lockdown, per i musicisti poter raggiungere il suo studio a Bagnolo.

Cara
Cara ospite della puntata di “Magazzini Musicali”, noto programma di Rai 2, andata in onda lo scorso 16 gennaio

Una situazione difficile per Davide, che ammette: “È stata dura, ho fatto davvero tanta fatica. Per scrivere le canzoni c’è bisogno del contatto umano, serve entusiasmarsi a vicenda e capire le cose mentre stanno succedendo. Il primo lockdown ha, senza dubbio, condizionato il mio modo di scrivere, anche se sono usciti Bimbi Per Strada per Fedez e Robert Miles e Le Feste di Pablo di Cara e Fedez, entrambi scritti su Zoom e Skype. Le due canzoni per Sanremo, invece, le abbiamo scritte nel mio studio, dopo aver fatto tutti il tampone”.

Un sogno

E alla domanda quale sia la canzone che non ha scritto e per chi, risponde: “Probabilmente vorrei scrivere una canzone dal punto di vista di un padre, anche se non lo sono ancora, e vorrei la cantasse un monumento come Vasco Rossi, che credo sia l’unico che possa dare voce a un pezzo così importante”.